- Introduzione
- La SAFI e la centralità della formazione continua
- Le finalità dell’Avviso: costruire una rete di esperienze virtuose
- Le Buone Pratiche di eccellenza: innovazione, digitale e inclusione
- L’intelligenza artificiale entra nei percorsi formativi
- Inclusione, benessere e comunità professionale
- Dal progetto al Catalogo nazionale delle Buone Pratiche
- Prospettive future
- Uno sguardo personale
Introduzione
La formazione continua del personale scolastico è oggi uno dei pilastri strategici per accompagnare la trasformazione della scuola italiana. In un contesto caratterizzato da innovazione digitale, inclusione, internazionalizzazione e nuove esigenze educative, il Ministero dell’Istruzione e del Merito, attraverso la Scuola di Alta Formazione dell’Istruzione (SAFI), punta a valorizzare le esperienze formative più efficaci realizzate dalle istituzioni scolastiche italiane.
Con l’Avviso pubblico SAFI del febbraio 2026, il Ministero ha avviato una selezione nazionale finalizzata a raccogliere e diffondere Buone Pratiche e Buone Pratiche di eccellenza nella formazione del personale scolastico, creando un vero e proprio catalogo delle esperienze più innovative.
L’obiettivo non è soltanto premiare i progetti migliori, ma costruire una cultura della formazione permanente capace di sostenere l’autonomia scolastica, la qualità dell’insegnamento e lo sviluppo professionale di docenti, dirigenti e personale ATA.
La SAFI e la centralità della formazione continua
La Scuola di Alta Formazione dell’Istruzione nasce come struttura strategica del Ministero con il compito di coordinare e indirizzare le attività formative del personale scolastico su tutto il territorio nazionale. L’Avviso pubblico richiama chiaramente il principio secondo cui la formazione continua costituisce un diritto e un dovere professionale, funzionale al miglioramento dell’offerta formativa e alla valorizzazione delle professionalità coinvolte.
Particolarmente significativo è il riferimento al Rapporto OCSE TALIS 2024, che evidenzia come percorsi formativi di qualità incidano positivamente sia sull’efficacia dell’insegnamento sia sul benessere professionale dei docenti.
La formazione viene quindi interpretata non come semplice aggiornamento tecnico, ma come strumento di trasformazione culturale della scuola.
Le finalità dell’Avviso: costruire una rete di esperienze virtuose
L’iniziativa SAFI è stata pensata per raccogliere percorsi già realizzati dalle scuole e ritenuti particolarmente efficaci negli ambiti più strategici per il sistema educativo contemporaneo. Tra questi emergono:
- epistemologia, metodologia e didattica delle discipline;
- competenze trasversali e non cognitive;
- strategie di inclusione;
- orientamento;
- competenze organizzative e gestionali;
- internazionalizzazione.
Le candidature sono state valutate attraverso criteri rigorosi che hanno preso in considerazione il contesto territoriale, i fabbisogni formativi, la coerenza progettuale, la qualità dell’attuazione, la valutazione dei risultati e la capacità di disseminazione delle esperienze.
Questa impostazione evidenzia una visione sistemica della formazione: non attività isolate, ma modelli replicabili e sostenibili nel tempo.
Le Buone Pratiche di eccellenza: innovazione, digitale e inclusione
Con il Decreto direttoriale del 18 maggio 2026, la SAFI ha ufficializzato l’elenco delle Buone Pratiche di eccellenza e delle Buone Pratiche selezionate a livello nazionale.
Tra i progetti premiati emergono esperienze che mostrano chiaramente le nuove direzioni della scuola italiana:
- percorsi di cittadinanza digitale;
- sperimentazioni sull’intelligenza artificiale;
- curricoli digitali;
- metodologie innovative;
- strategie di contrasto alla dispersione scolastica;
- pratiche di inclusione e orientamento;
- internazionalizzazione e mobilità europea.
Molte scuole hanno posto al centro la trasformazione digitale come occasione per ripensare ambienti di apprendimento, metodologie didattiche e relazioni educative. Altre hanno valorizzato la dimensione umana e relazionale della formazione, integrando competenze tecnologiche e sviluppo delle soft skills.
L’intelligenza artificiale entra nei percorsi formativi
Tra gli aspetti più interessanti emerge la presenza di progetti specificamente dedicati all’intelligenza artificiale applicata alla didattica e alla formazione dei docenti.
Questa tendenza si collega direttamente alle nuove politiche europee e nazionali che vedono nella competenza digitale e nell’AI literacy una priorità educativa. Tuttavia, emerge anche la necessità di un approccio consapevole, etico e governato, nel quale la supervisione umana e la professionalità docente rimangano centrali.
Inclusione, benessere e comunità professionale
Un altro elemento ricorrente nelle pratiche selezionate è l’attenzione all’inclusione e al benessere scolastico. Numerosi progetti affrontano temi come:
- didattica inclusiva;
- prevenzione del disagio;
- contrasto al bullismo e cyberbullismo;
- orientamento personalizzato;
- comunità di pratiche professionali;
- valorizzazione delle relazioni educative.
La formazione viene quindi interpretata come spazio di crescita condivisa, capace di creare reti collaborative tra scuole, territori, famiglie e comunità educanti.
Dal progetto al Catalogo nazionale delle Buone Pratiche
Uno degli aspetti più innovativi dell’iniziativa SAFI è la creazione del “Catalogo delle Buone Pratiche”, uno spazio nazionale destinato alla diffusione e valorizzazione delle esperienze più significative.
Il Catalogo non rappresenta soltanto un archivio di progetti, ma uno strumento dinamico di studio, confronto e disseminazione attraverso seminari, workshop e attività di approfondimento. Le pratiche selezionate diventano così riferimento per altre istituzioni scolastiche e contribuiscono alla costruzione di una governance educativa condivisa.
Prospettive future
Le iniziative della SAFI mostrano chiaramente che la scuola italiana sta entrando in una nuova fase: una scuola in cui la formazione continua non è più marginale, ma parte integrante della qualità del sistema educativo.
Digitale, inclusione, internazionalizzazione e innovazione metodologica diventano elementi strutturali della professionalità docente. In questo scenario, la capacità delle scuole di progettare percorsi formativi coerenti, documentati e condivisibili rappresenta una risorsa fondamentale per affrontare le sfide educative future.
Il valore delle Buone Pratiche selezionate dalla SAFI sta proprio nella loro capacità di trasformare esperienze locali in patrimonio collettivo, promuovendo una scuola collaborativa, riflessiva e orientata al miglioramento continuo.
Uno sguardo personale
Leggendo i progetti selezionati dalla SAFI emerge con chiarezza quanto la scuola italiana sia oggi attraversata da una forte tensione verso l’innovazione educativa. Colpisce non solo la presenza crescente di percorsi legati all’intelligenza artificiale, alla cittadinanza digitale e alla didattica inclusiva, ma soprattutto la volontà delle scuole di costruire comunità professionali capaci di condividere esperienze, strumenti e metodologie.
Tra le Buone Pratiche individuate dalla SAFI è stato inoltre selezionato anche il progetto “Navigare il futuro dell’Istruzione: Percorsi formativi per la transizione digitale nella scuola”, esperienza che ho avuto il piacere di coordinare in qualità di referente e formatore.
Questo riconoscimento rappresenta per me non soltanto una soddisfazione professionale, ma soprattutto la conferma di quanto sia importante investire nella formazione continua dei docenti per accompagnare in modo consapevole i processi di innovazione. Lavorare a stretto contatto con colleghi, scuole e comunità educanti mi ha permesso di comprendere quanto la trasformazione digitale non possa ridursi all’introduzione di strumenti tecnologici, ma debba tradursi in una nuova cultura didattica fondata su collaborazione, inclusione e spirito critico.
La creazione del Catalogo delle Buone Pratiche rappresenta, a mio avviso, un passaggio molto significativo: valorizzare le esperienze efficaci significa riconoscere il lavoro quotidiano delle scuole e costruire reti professionali capaci di generare innovazione reale e condivisa.
In un tempo in cui la scuola è chiamata a confrontarsi con cambiamenti rapidi e complessi, ritengo che il vero valore aggiunto resti la capacità dei docenti di formarsi, sperimentare e riflettere insieme, mantenendo sempre centrale la dimensione umana dell’educazione.






