Scrivere bene

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Si pensa spesso che scrivere sia una competenza di cui tutti possiamo disporre in modo naturale senza bisogno di averne una particolare attitudine e, ancor meno, attenzione, cura ed esercizio costante.

Si dice, anche, che la venuta di internet e dei social network abbia radicalmente cambiato l’approccio che le persone hanno nei confronti della scrittura stessa diventata ormai l’estensione immediata di un pensiero che trascritto con urgenza quasi bulimica. Di conseguenza, si dice, siamo in preda a un generale decadimento dello stile, del linguaggio, dell’espressività e, in alcuni casi, anche della creatività.

Ora pur vero che la situazione non sia sempre positiva quello che si dovrebbe capire è come si può scrivere bene e perché lo si dovrebbe fare. Una delle prime cose da considerare sarebbe quella di pensare alla scrittura professionale come a un’attività nobile che non deve essere sminuita perché merita la stessa attenzione di tante altre competenze richieste in ambito lavorativo.

Le svalutazioni non mi sono mai piaciute ma è evidente che per essere un copywriter piuttosto che un social media manager, un giornalista, un responsabile di ufficio stampa servano competenze precise di scrittura perché la scrittura fa parte delle azioni quotidiane che vengono compiute in ambito comunicativo. Bene, se il presupposto di partenza è questo bisogna studiare. Sembra banale ma non è così e non è nemmeno poi tanto scontato.

Per scrivere bene bisogna studiare la grammatica, il linguaggio, il contesto, la terminologia ricordando sempre che dall’altra parte saremmo letti da persone che non devono e non possono sapere tutto di noi o dei nostri clienti. Quello che viene scritto serve per comunicare all’esterno un pensiero, una decisione aziendale, una strategia, un prodotto. Non si può pensare di improvvisare. Pensate alla vostra comunicazione personale: quanto vi rispecchia, quanto è curata, quanto è chiara, autorevole, coerente rispetto a quello che dite e fate. E, soprattutto, lasciate al caso quello che scrivete oppure no? Scrivere bene non è un vezzo ma una vera e propria capacità che può essere allenata con costanza ed esercizio e la competenza può essere rafforzata se viene sostenuta da un buon metodo.

Qui, di seguito alcuni semplici suggerimenti che tutti possono provare a sperimentare per prendere maggiore dimestichezza con le parole.

Provate, ad esempio, a riscrivere una delle tante newsletter ricevute ogni giorno e che, magari, non vengono lette proprio perché non sono curate e non sono in grado di dare le adeguate informazioni in modo corretto. Oppure, ancora, immaginate di scrivere uno dei tanti annunci immobiliari che si leggono nelle vetrine delle agenzie specializzate che, ormai, non dicono nulla di più oltre al numero di stanze presenti in una casa. Utilissime le schede prodotto che necessitano di tecnica, sintesi e precisione. Pensate, ad esempio, alle schede prodotto degli elettrodomestici e pensate a quanto valore possono avere le parole pur inserite in un contesto così particolare e ridotto come spesso lo sono gli spazi descrittivi dei prodotti all’interno degli shop online.

E se ad essere scritto fosse un comunicato stampa? Potete pensare di valutare con attenzione la notiziabilità e il modo in cui la comunicate agli addetti stampa ad esempio. Avete mai osservato i titoli dei comunicati stampa? Non vi sembra che siano tutti uguali? Cosa potrebbe cambiare in tal senso sapendo che, magari, questo potrebbe diventare un punto di forza per rendervi riconoscibili in modo positivo all’interno di un settore sempre più complesso e ricco di sfumature a cui dover fare attenzione.

Scrivere bene è una forma di rispetto per noi stessi ma non solo. È rispetto per chi o cosa comunichiamo e per chi ci leggerà ecco perché serve attenzione. Le parole che vengono scelte e utilizzate hanno un senso e un significato tanto che esprimono qualcosa che ha la capacità di incidere sulle persone in modo profondo tanto da influenzare pensieri e comportamenti. Scrivere bene serve per fare ordine nei pensieri e, di conseguenza, anche nei messaggi che vengono veicolati all’esterno.

Il linguaggio si è impoverito? Sì è vero ma quanto si è in grado di ascoltare le parole che ognuno di noi usa ogni giorno. Siete davvero sicuri che esistano soltanto bello, brutto, piccolo, grande, scuro, chiaro e poco altro ancora? La lingua italiana è una delle lingue più ricche e stimolanti che esistano e in tal senso è davvero un peccato non utilizzare il grande patrimonio linguistico disponibile. Bisogna leggere quello che si scrive sia un post, un comunicato stampa, un commento, l’articolo di un blog e poi chiedersi se sono state usate le parole migliori oppure semplicemente quelle più comuni.

Molte volte si cerca di giustificare tutto questo pensando che il lettore non potrebbe capire ma il lettore, in realtà, non ha paura della lingua italiana e se correttamente stimolato accoglierà con piacere un contenuto curato nel quale ritrovare anche termini che possono migliorare il suo linguaggio. Non si deve nemmeno pensare che scrivere in modo molto semplice e diretto sia vantaggioso per Google e per i motori di ricerca perché questo è un pensiero poco approfondito e confuso.

Scrivere in un’ottica di posizionamento che possa aiutare ad ottenere anche buoni risultati di ricerca in ottica seo non significa scrivere male significa scrivere facendo in modo che l’utente possa ritrovare un linguaggio di ricerca per lui riconoscibile. Il principio è leggermente diverso.

Scrivere bene significa dimostrare di possedere logica di pensiero e coerenza e utile può essere provare a scrivere seguendo il semplice schema inizio – sviluppo – conclusione senza rischiare di perdersi nella lunga strada di un racconto pindarico con il rischio di perdere il senso reale di quello che serve dire.

Cosa voglio dire, perché, in che modo, a chi devo rivolgere il messaggio: queste sono le prime e più semplici domande a cui la scrittura professionale deve dare risposta. Meglio se per farlo viene usato un linguaggio chiaro, comprensibile, curato, logico che permetta di dare informazioni guidando le persone affinché possano trovare quello che stanno cercando. Questo non significa assolutamente scrivere in modo veloce e sciatto rischiando di non essere nemmeno poi così tanto comprensibili.

Chiedetevi sempre se quello che per voi è chiaro lo sarà altrettanto a chi leggerà e se ancora avete dei dubbi fate leggere tutto a un bambino. Provate, sarete sorpresi da quello che potrebbe accadere. 

Scrivere bene e farlo per professione, infine, richiede metodo. Servono tempo, organizzazione, preparazione e progettazione perché scrivere significa progettare una forma di comunicazione attraverso lo strumento della parola che può essere adattato e modulato alle caratteristiche dei contesti che ospitano il contenuto progettato e scritto.

Sembra facile ma non è proprio così e i professionisti della parola per primi devono fare in modo di avere il giusto approccio mentale dando di conseguenza, il giusto valore a quello che fanno e quello che scrivono.