Per i giovani nati dopo il 1985, è il web il principale strumento di fruizione culturale. La conoscenza, quindi, viaggia online, con le dovute differenze di età tra adolescenti e adulti. La conferma arriva dal rapporto di Civita, intitolato “Millennials e Cultura nell’era digitale. Consumi e progettualità culturale tra presente e futuro”.

L’Associazione Civita ha pubblicato il suo nuovo studio dedicato al rapporto tra i giovani (under 33) e la cultura. Un corposo fascicolo con numeri e riflessioni che tratteggia chiaramente i contorni di una rivoluzione che va avanti ormai da oltre 10 anni. La conoscenza, in tutte le sue forme, da quelle più popolari a quelle più elitarie, viaggia sul web. È online che i cosiddetti “millennials” trovano spazi e luoghi per apprendere nuove cose: dai film alla musica, dalla lettura al teatro.

Generazione Y e Z, la fotografia dei giovani digitali

Per comprendere davvero come si muovono i giovani nel loro rapporto con la cultura, bisogna prima scattare una fotografia di questa generazione liquida e mutevole. Anzi, di queste generazioni, al plurale, perché lo studio di Civita ne identifica almeno due: Y e Z.

La generazione Y è quella dei cosiddetti “millennials”, ovvero ragazze e ragazzi nati dopo il 1985 e con un’età compresa tra i 18 e i 32anni. Più piccoli, invece, quelli della generazione Z, che non hanno ancora raggiunto la maggiore età. Presi nel complesso, sono giovani single (93%), solo in pochissimi casi hanno figli (4%), nel 60% dei casi studiano (il 41% ha già un titolo, laurea o post-laurea). Infine, il 40% dei millennials lavora a tempo pieno.

Nello studio, a ciascun intervistato è stato chiesto di definire se stesso e i propri coetanei con alcune parole chiave. Il risultato è che la generazione Y si considera ambiziosa ma minata dalla precarietà. La generazione Z, invece, si vede curiosa e felice. In tutti, inoltre, emerge una chiara connotazione social e una vocazione internazionale.

La cultura sul web

Tutti i nati dopo il 1985, quindi, hanno un rapporto speciale e privilegiato con il mondo digitale, una rivoluzione di cui sono protagonisti indiscussi. E questo non può che interessare anche la cultura e la sua fruizione, a cui entrambe le generazioni coinvolte nello studio dichiarano di dare una grande importanza. Per il 60% di loro, però, la cultura viaggia su siti internet e social network, mentre il 33% si affida al passaparola. Un ruolo chiave predominante, in chiave culturale, è riconosciuto ancora a scuola e università (70%), seguite da media e internet (50%), famiglia (48%) e istituzioni (44%).

Il dominio di internet finisce per far soffrire le offerte culturali considerate “alte”, come il teatro, che ricoprono un ruolo minoritario, mentre premia tutto ciò che ha a che fare con la musica (soprattutto i concerti), capace di creare condivisione attraverso gruppi e communities. Interessante e in parte inaspettato, invece, scoprire come la televisione ricopra un ruolo marginale, così come il cinema.