Pianificazione della presenza digitale: strategie e canali adatti per un brand

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Approcciare una strategia digitale nel 2019 richiede un’adeguata preparazione. Oggi più che mai varietà, versatilità e complessità degli strumenti che abbiamo a disposizione hanno raggiunto livelli notevoli.

Per questo motivo, nell’articolo precedente avevamo sottolineato come “competenze” fosse la parola d’ordine per entrare nel mondo del web e dei social network. 

Sono molti gli aspetti da valutare prima di approcciare le diverse piattaforme che ci permettono di raggiungere i nostri utenti. Come già detto, la costruzione della strategia si articola in tre diversi momenti: opportunità, pianificazione e azione.

Dato che l’opportunità può variare a seconda della natura del business di riferimento, che può essere il personal branding del professionista come la vendita del nuovo prodotto di un’azienda, questa volta ci concentreremo sul cuore della presenza digitale: la pianificazione.

Trovare il target ideale e concentrarsi su quello

Parliamoci chiaro fin dall’inizio. Non si può parlare a tutti e non si può piacere a tutti.

Questo è uno degli scogli psicologici spesso più difficili da superare per le aziende, ma una volta compreso questo concetto il lavoro non può che essere migliore.

Ci si rivolge ad un target specifico, che ha necessità e aspirazioni in linea con la nostra identità e i nostri prodotti, e non si prova a “estendere” il raggio d’azione.

Questo è il modo più efficace per ottenere risultati. Prima di partire, è necessario stilare l’identikit delle nostre buyer personas: chi sono, cosa fanno, cosa comprano, quali sono i loro bisogni e desideri. 

Solo così avremo un’idea precisa degli individui a cui ci rivolgiamo. 

E che devono essere messi al centro dei nostri contenuti. Non raccontiamo dei nostri prodotti: raccontiamo di come le persone vivono meglio con i nostri prodotti.

Stabilire gli obiettivi

Navigare a vista non è mai una buona idea. Navigare con gli obiettivi sbagliati ci può portare direttamente tra le braccia del celebre iceberg del Titanic.

Capire quello che si vuole raggiungere attraverso la nostra presenza digitale ci aiuta a non cadere nella trappola dell’ansia, che ci porta a produrre contenuti fuori fuoco, inadatti o troppo frequenti, facendoci mancare il bersaglio.

Agli americani piace utilizzare l’acronimo SMART per identificare obiettivi intelligenti, e guarda caso le lettere vanno bene anche per la traduzione nella nostra lingua: specifici, misurabili, attuabili, realistici e tempestivi.

Per questo, dopo aver capito a chi parliamo, occorre fissare nero su bianco cosa vogliamo ottenere dal nostro target, e darci una bussola per come capire se stiamo agendo nel modo più adatto.

Scegliere i canali di comunicazione giusti

strategia digitale

Hai cercato il tuo nome su Google e non sei tra i primi risultati? Quello che trovi non è adatto a fornire una buona idea di te o dei tuoi prodotti ai milioni di utenti dei motori di ricerca?

In questo caso il canale di comunicazione più immediato da mettere in atto è quello del blog aziendale, con un’operazione di content marketing e di ottimizzazione SEO del sito web nel suo complesso.

Costruire contenuti di testo utili, di valore e ben strutturati a livello di copywriting porterà sul medio-lungo termine dei benefici duraturi sul fronte dei motori di ricerca.

Inoltre, rappresentano un materiale utilissimo da condividere e promuovere sui social network, o magari da donare in cambio dell’acquisizione dell’indirizzo email degli interessati, facendo lead generation.

Questo significa un investimento intelligente, diverso da una campagna di advertising che avrà sì un’alta visibilità, ma una durata limitata e senza frutti duraturi per il nostro sito web. Meglio sfruttarla per promozioni specifiche e mirate.

Facebook rappresenta ancora la piattaforma social più frequentata e “generalista”. Sebbene l’età media si stia alzando, le strategie e gli investimenti pubblicitari riescono ancora a generare importanti risultati.

La sua flessibilità permette di costruire pagine dalle quali ingaggiare il nostro target con ogni tipo di contenuti multimediali – dalle foto ai video passando da sondaggi, vetrine e dirette video – ma richiede impegno e criterio nel promuovere al meglio pochi e ben mirati contenuti di qualità. 

Il rischio è di essere inghiottiti dall’algoritmo e subire la risicatissima portata organica dei post delle realtà business.

LinkedIn, a differenza di Facebook, raccoglie un’audience più professionale ed è più indicato per aziende di una certa grandezza e per il B2B.

Una Company Page è uno strumento potente per inserirsi e risultare rilevanti in un contesto dove professionisti di ogni settore giornalmente cercano aggiornamenti, informazioni e opportunità legate al mondo del lavoro.

Se invece il tuo cuore è più giovane o immagine-centrico, Instagram rappresenta la migliore alternativa. 

La immagini stimolano il cervello in maniera immediata e potente, le didascalie ben realizzate coinvolgono, il tasso di interazione è decisamente più elevato.

Instagram è una piattaforma dove si perde il senso della “piazza” rappresentata da Facebook e ci si sente più coinvolti personalmente, quasi un faccia a faccia tra chi crea contenuti e chi li fruisce.

Senza contare che le Stories sono un vero fiore all’occhiello, uno strumento creativo e che assicura un alto numero di visualizzazioni e interazioni. Video, immagini, domande, sondaggi, musica da sfruttare.  

Attenzione però: la coerenza visiva e narrativa della nostra gallery, vero e proprio biglietto da visita della nostra attività, e l’importanza di aggiornare le Stories che spariscono dopo 24 ore, richiedono molto tempo e attenzione.

Youtube, da parte sua, è un vero e proprio motore di ricerca (il secondo dopo Google) dove le persone cercano risposte visive a curiosità e bisogni. 

Ovviamente realizzare video è complesso e laborioso, ma al giorno d’oggi, con la fame di contenuti visuali in ascesa e le risorse tecnologiche a disposizione per fruirne, non pensare a coinvolgere gli utenti con questo tipo di contenuto può rivelarsi un errore.

Ci sono altre piattaforme, ognuna con le sue caratteristiche e peculiarità, come Twitter, Pinterest, Snapchat, TikTok: ognuno può rispondere a specifiche esigenze del nostro target e dei nostri servizi, ma deve essere correttamente valutato.

Il consiglio è quello di non esagerare e utilizzare le risorse necessarie per coprire nel modo migliore non più di 3 social network adatti alle proprie esigenze.

Realizzare un Calendario Editoriale a prova di bomba

Quando dico “a prova di bomba”, significa che il nostro calendario, tradotto in una pianificazione a medio termine (diciamo mensile) deve poter fare fronte a imprevisti, crisi, modifiche immediate e revisioni tempestive.

Quindi va benissimo realizzare in anticipo quello che avverrà sui nostri social network nei 30 giorni successivi, ma non va bene scrivere nella pietra.

Al giorno d’oggi viene premiata la freschezza e la tempestività della comunicazione (quindi occhio alle news), la risposta alle sollecitazioni delle persone, l’utilizzo di contenuti generati dagli utenti (quindi bisogna esser pronti a raccogliere e riutilizzare recensioni, commenti, foto).

Qualunque sia il metodo utilizzato per redigere il tuo calendario editoriale, non puoi prescindere da questi elementi: data di pubblicazione del contenuto, piattaforma prevista, tipologia e copy di accompagnamento, obiettivo, eventuale budget per la promozione.

Quello che ti consiglio è di non perdere mai di vista l’attualità, per cavalcare eventi particolari o notizie di settore. 

Inoltre, condividere e commentare contenuti informativi di altre pagine/realtà editoriali può rivelarsi molto coinvolgente.

Torneremo sulla Pianificazione nel prossimo articolo

Come avrai capito, ci sono molti punti da valutare per iniziare al meglio a definire la strategia digitale della tua attività.

Per questo acquisire competenze ed esperienze specifiche è di vitale importanza per il mondo del business di oggi.

Nei prossimi articoli proseguiremo questo viaggio con ulteriori informazioni e vedremo anche sistemi e strumenti per mettere in atto la strategia, andando ad approfondire poi la promozione sui social.