Personal Branding, perché e come farlo

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Mi chiamo Salvatore Russo, la combinazione nome cognome più popolosa in Italia. Se cerchi su Google “Salvatore Russo” troverai oltre 20 milioni di risultati! Combatto da anni per primeggiare in un mondo ultra competitivo, ecco perché tantissimi top manager richiedono la mia consulenza per lo sviluppo di una strategia di personal branding a prova di disagio.

Partiamo subito con un piccolo check per capire a che livello è la tua presenza digitale e quanti ritocchi dovrai apportare al tuo personal branding:

  • Sui tuoi account social hai inserito tutte le informazioni che ti riguardano?
  • È l’immagine che vuoi dare di te?
  • Hai usato come immagine di profilo una fotografia di alta qualità?
  • Interagisci con gli altri quotidianamente?
  • Condividi il contenuto delle persone che reputi interessanti?
  • Hai un blog o sito?
  • Digitando il tuo nome e cognome su Google ci sono risultati che ti riguardano?
  • Sei un punto di riferimento nel tuo settore professionale?

La risposta a queste domande (sono stato buono, ho messo quelle più semplici) devono essere tutte affermative, se così non fosse, mettiti subito al lavoro! Tratta la tua identità digitale come un nuovo cliente e riservagli le giuste risorse. Per sviluppare un’opportuna strategia di comunicazione è bene rispondere anche a queste domande:

  • Per cosa voglio essere conosciuto?
  • Cosa voglio che la gente dica di me quando non sono nella stanza?
  • Come posso comunicare visivamente i miei valori?
  • Qual è il mio tono di voce preferito? (Loquace, raffinato, informale, autorevole?)
  • In quale componente della storia mi identifico? (aiutante, oggetto magico o tesoro?)

Perché fare Personal Branding?

Il report 2019 di Edelman Trust Barometer parla chiaro, ci sono 3 categorie di cui ci fidiamo maggiormente quando dobbiamo eseguire un acquisto: le persone comuni, le figure accademiche e gli specialisti di settore. Diventare referenti nel tuo settore è fondamentale per il tuo business. 

Il talento, da solo, è come una bella auto senza benzina. Il talento, se alimentato con una buona strategia di comunicazione, può farci raggiungere mete inimmaginabili. Gli Stati Uniti hanno portato il primo uomo sulla Luna non solo per le proprie capacità tecniche ma perché sono riusciti a coinvolgere l’intera umanità in quella missione. Steve Jobs è stato bravo a comunicare il suo talento e coinvolgere milioni di persone nel suo sogno. La gente non compra tecnologia Apple, partecipa a quel sogno. Ecco cosa intendo per “KNOW WOW” la combinazione tra competenza e capacità di sorprendere gli altri e se stessi con emozioni forti. Comprendere il pubblico e far comprendere al pubblico i propri progetti e renderli partecipi dei nostri successi è il miracolo del marketing. 

Come fare personal branding

Pensa al personal branding come un vasetto che si riempirà di aspetti positivi o negativi in base alle tracce che lascerai online. La cosa bella è che si è sempre in tempo per svuotare quel vasetto e ricominciare da capo con un’attività strategica di costruzione della propria immagine. Fare personal branding in maniera cosciente significa domandarsi: chi sei, chi vuoi essere e come le persone ti devono percepire. Ogni volta che compi un’azione, domandati se quel tempo è speso bene, se quello che stai per scrivere è coerente con quello che vuoi comunicare, se è opportuno per i tuoi obiettivi. Spesso non ci rendiamo conto del tempo speso inutilmente a commentare e spiegare cose che potevamo tranquillamente evitare, bastava non scriverle oppure scriverle in maniera differente. Ci sono tre filtri semplicissimi da applicare per un personal branding free disagio:

  • Legale
    La prima domanda a cui devi dare una risposta certa e senza tentennamenti è: ciò che sto facendo è legale? Siamo liberi di dire ciò che vogliamo ma anche obbligati a rispettare la legge e il prossimo. A volte, mi capita di imbattermi in commenti e post totalmente fuori da ogni limite e mi domando se queste persone sanno che possono essere denunciate per ingiuria o diffamazione, probabilmente no. Lo stesso vale per chi pubblica foto coperte da copyright o senza avere ricevuto il consenso privacy.
  • Sicuro
    Come Pollicino, il celebre personaggio dell’omonima fiaba di Charles Perrault, ogni giorno lasci mollichine di bit sul tuo conto. Dati a disposizione di Facebook, Google, le app sul tuo smartphone e di chiunque acceda ai tuoi profili online. Attenzione a pubblicare informazioni su abitudini e comportamenti che possano mettere a repentaglio la tua sicurezza.

Opportuno
Tutto ciò che pubblichi concorre a creare la tua immagine e quello che io definisco Profumo del Brand: la percezione che gli altri hanno di te.