Il marketing: vendere o generare valore?

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Il marketing, da definizione originaria, è composto dalle tecniche che “pongono” merci/servizi al consumatore massimizzando il guadagno per l’azienda e minimizzando il costo per il consumatore.

Questa definizione, da quando l’ho letta la prima volta sui libri di marketing, mi ha fatto riflettere molto perché può far percepire il consumatore come un’entità univoca quando invece, siamo tutti consumatori in processi di acquisto diversi. Inoltre il “consumo”, non si esaurisce con la transazione.

Facciamo un esempio…

I manager delle grandi aziende che scelgono un fornitore con cui collaborare in un determinato ambito stanno scegliendo, oltre alla competenza, persone con le quali dovranno rapportarsi continuamente per il periodo in questione.

Usciti dall’azienda, quei manager sono persone in relazione con altre che porteranno la loro esperienza e la contaminazione avuta in ambito lavorativo nella vita quotidiana…in famiglia, al supermercato, nelle amicizie, con i parenti, nello sport ecc ecc

marketing come scala nel cielo

Ciò che voglio dire è che fa comodo solo alle agenzie di marketing intendere il consumatore in un processo duale, “venditore/acquirente”, il quale ha inizio con la conoscenza del brand in questione e finisce con l’ultima transazione di questo processo.

Purtroppo o per fortuna i prodotti/servizi che, nell’accezione più brutta, facciamo comprare, impattano più di quanto possiamo immaginare nella vita della persone.

Occhio, vi sento già dire: “Si, ma io non sono un grande manager, ho una piccola azienda”, “Andiamo ma cosa vuoi che impatti la mia campagna da 100€ su Facebook ADS?”.

Chi si occupa di marketing e/o comunicazione sta, in qualche modo, favorendo la vendita di un determinato bene/servizio…con quei 100€ stiamo mandando 2 o 10 (numeri a caso) coppie di fidanzati a mangiare in quel determinato ristorante.

Suggerire nel modo giusto, alle persone giuste, il ristorante giusto determina (o almeno favorisce), come minimo:

  • un’esperienza felice/infelice per la coppia
  • un’esperienza soddisfacente/insoddisfacente per gli addetti
  • una recensione per il ristorante positiva o negativa

Tutto questo non si esaurisce nelle ore della cena al ristorante ma ha effetti molto più lunghi, duraturi e importanti.

Non fraintendetemi, con questo non voglio dire che se dopo la cena non farete l’amore con il vostro partner è colpa del marketer di turno e nemmeno che le persone sono solo “pesci pronti ad abboccare” agli ami disseminati dai markettari lungo il percorso d’acquisto dei clienti. Il punto è: riflettiamo sulle azioni che facciamo!

In un mondo dove il marketing è visto come qualcosa di negativo, legato ai concetti di strumentalizzazione, persuasione e manipolazione sta a noi, professionisti del settore, alle aziende che selezionano i fornitori e ai consumatori che scelgono i prodotti riflettere sulle azioni e sul loro impatto.

Semplicemente, ci vuole più consapevolezza nelle scelte di comunicazione/consumo? Ebbene sì.

Comprare o promuovere un qualsiasi servizio/prodotto, anche se fa comodo non pensarlo, impatta sul mondo circostante. Occupandomi di questo in oltremira, mi rendo perfettamente conto della difficoltà nel tenerlo sempre ben a mente.

Però, proviamo a banalizzare: un barbiere felice e col sorriso “influenza” la giornata dei suoi clienti. Fare campagne pubblicitarie per un barbiere sorridente ha come conseguenza quella di aumentare i clienti che riceveranno un sorriso da lui.

Detto questo, non trovate che il marketing possa essere il mestiere più bello del mondo?

Io penso di sì, in particolare quando non si concentra soltanto sul massimizzare il fatturato ma anche sul come farlo.

Il marketing non è solo un modo per vendere un prodotto/servizio ma è un modo per comunicare, prendere posizione, diffondere valori…

Citando Giuseppe Morici (ex CMO e Presidente Europa Barilla e attuale CEO Bolton Food), “Il buon marketing è narrazione che si offre ai potenziali interlocutori interessati ad aderire al racconto per prendere in prestito un pezzo del significato creato da quel racconto e farlo proprio”

Il buon marketing, quindi, aumenta il bagaglio delle storie di ognuno di noi…storie nate dalle esperienze di vita che molte volte si intersecano con le esperienze comunicative delle aziende. Concludendo, come possiamo continuare a vedere il marketing solo come strumento per agevolare la vendita di un prodotto?