Improvvisato e naturale: è il contenuto che piace ad Instagram

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«La mente umana si pone grandi domande, e trova piccole risposte. È come un’enorme rete senza pesci», scrisse l’autore canadese Yann Martel. Metafora perfetta per le righe che state per leggere, dedicate ad una parte della “rete” sicuramente piena di “pesci” come Instagram, la seconda piattaforma più utilizzata al mondo, dopo il fratello maggiore Facebook, che segue solo WhatsApp per numero di utenti attivi nelle stories. 

Quanti di voi darebbero qualsiasi cosa per leggere nella mente delle persone? Sarebbe bello vero? Poter conoscere quello che la persona davanti a noi, nella metro, sta pensando. Oppure quello che l’utente pensa davanti alla tv mentre guarda uno spot, o meglio ancora davanti allo smartphone quando guarda una stories sponsorizzata che magari viene “saltata”. Mentre il primo caso è decisamente un compito arduo, fattibile forse solo per qualche mentalista, ed il secondo è ormai sempre meno utile, i successivi esempi sono tendenzialmente “fattibili”. Chi è ad aiutarci? L’algoritmo dei social media che, di fatto, intercetta i nostri bisogni e tende a darci le risposte migliori rispetto alle nostre necessità (apparenti). 

Sto parlando principalmente di Instagram. L’algoritmo ha intercettato un pensiero medio degli utenti che, può tranquillamente tradursi in strategia, sia per gli utenti che per i brand, sia per gli influencer, che per le aziende. 

Sappiamo bene quanto Instagram mostri una realtà tendenzialmente modificata rispetto all’umore dell’utente stesso. Gli influencer, di cui ormai si parla dappertutto, sia nella rete che nella quotidianità, hanno estremizzato il concetto della pubblicazione solo di foto altamente professionali, ritoccate, filtrate, con una grandissima cura dei dettagli. Prassi che si è diffusa sia nelle strategie aziendali che nel fare comune. Qualcosa, però, sta cambiando. 

Avete mai sentito parlare dei “finstas”? Si tratta di un account Instagram secondario nel quale gli utenti, principalmente adolescenti, pubblicano contenuti naturali e improvvisati, uno spazio privato condiviso solo con amici intimi in totale contrasto con quello principale, nel quale invece vengono spesso caricati contenuti fin troppo curati e forse non in linea con la realtà. 

Mentre Instagram comunica che, dopo aver eliminato i like (non è infatti possibile vederli, se non grazie alla versione desktop della piattaforma o in alcuni casi per gli utenti che non sono stati coinvolti nella modifica in fase di test) ha anche recentemente dichiarato che verranno bloccati tutti i post riguardanti annunci di diete miracolose e interventi di chirurgia plasticaennesimo segnale verso un percorso etico che il management sta seguendo. 

La finzione ha i ferri corti? Probabile. A conferma di tutto ciò, c’è chi si interroga sulle recenti modifiche riguardo l’algoritmo. Ed ecco allora chi davvero riesce a leggere nel pensiero degli utenti, l’algoritmo! Qual è dunque il pensiero degli iscritti ad Instagram? Post reali. Gli utenti vogliono la realtà! Semplice e banale quando importante e fondamentale. Sono questi i contenuti che vengono premiati dall’algoritmo di Instagram. 

La risposta, in verità, arriva direttamente dal quartier generale che, ricevendo la visita di blogger e influencer molto famosi, ha dovuto svelare alcune particolarità dell’algoritmo rispondendo a questa domanda: “Perché le foto dei selfie casuali riscuotono maggior successo di un red carpet?”. Sapete qual è la verità? Che le persone vogliono vedere il vero dietro le quinte, non la finta realtà. Motivo per cui le stories acquistano sempre maggior successo, perché spesso sono il backstage di un evento, sono i contenuti fatti al volo, senza troppa cura dei dettagli. 

Siamo davanti ad un cambiamento epocale ed in questo mare magnum, influencer e microinfluencer sono fondamentali per il mercato, poiché le aziende sempre più investono in questo segmento e l’obiettivo non è il post perfetto, bensì le interazioni: ma allora un sellfie senza trucco e con i capelli fuori posto, può diventare davvero il segreto per sbancare l’algoritmo?

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Luca Rallo
Consulente di Social Media Marketing e Strategie Digitali per aziende, Enti di formazione, Agenzie di Comunicazione, liberi professionisti e pubblica amministrazione. Docente formatore per un’accademia di formazione dove insegna Social Media in un Master di Sport Management e Influencer Marketing e Digital PR in un Master in Web Marketing. Formatore per un’accademia dell’Università La Sapienza per i moduli di Twitter Marketing e Instagram Marketing. Formatore un’accademia di Marketing digitale per l’Influencer Marketing. Social Influencer e brand ambassador per aziende di rilevanza nazionale e internazionale, dei settori automotive, food, e-commerce, sport, e per varie Onlus. Speaker per diversi eventi: Mashable Social Media Day Italy, Social Media Week, Mobile Journalism Festival, e per l’ordine nazionale dei giornalisti.