A Didacta Firenze 2026 si è parlato di scuola, ma soprattutto di futuro. Tra i tanti appuntamenti dedicati all’innovazione didattica, l’evento “Crescere cittadini digitali: l’esperienza EIPASS Junior nella scuola”, promosso da Certipass, ha portato al centro una domanda semplice solo in apparenza: i ragazzi sanno davvero usare il digitale?
A guidare l’incontro sono state Maria Anna Marrari, docente di matematica e scienze, formatrice e supervisore EIPASS Junior, e Tiziana Mercurio, Product Manager Certipass. Un dialogo costruito tra progettazione e pratica quotidiana, arricchito dalla testimonianza diretta dell’Istituto Comprensivo di Coverciano, che ha raccontato cosa significa portare questo percorso dentro una classe.
Da “nativi digitali” a cittadini consapevoli

Si tende spesso a pensare che i più giovani abbiano un rapporto naturale con la tecnologia. Usano smartphone, navigano online, comunicano attraverso piattaforme digitali. Eppure, come è emerso chiaramente durante l’incontro, questa familiarità non coincide con una reale competenza.
Dietro l’apparente sicurezza si nasconde spesso un uso poco consapevole, fatto di automatismi più che di comprensione.
È proprio da questa consapevolezza che nasce EIPASS Junior: non un semplice percorso di informatica, ma un progetto educativo pensato per accompagnare bambini e ragazzi dai 7 ai 13 anni a interrogarsi su ciò che fanno, a capire gli strumenti che utilizzano e a sviluppare uno sguardo più critico.
Quando il digitale entra davvero in classe
Nel racconto della docente Marrari, il progetto prende forma concreta. Non si tratta di aggiungere ore o contenuti, ma di cambiare prospettiva.
Il digitale diventa uno strumento per fare scuola: può essere una radio di classe, un’intervista costruita dagli studenti, un contenuto multimediale che nasce da una lezione di storia o di italiano. In queste attività i ragazzi non stanno semplicemente “usando il computer”, ma stanno imparando a organizzare le idee, a fare domande, a comunicare.
È in questo passaggio che si coglie il valore del percorso: la tecnologia smette di essere un fine e diventa un mezzo, qualcosa che accompagna l’apprendimento e lo rende più vivo, più vicino all’esperienza quotidiana degli studenti.
L’esperienza in aula: entusiasmo e scoperta

La testimonianza dell’Istituto Comprensivo di Coverciano ha restituito il lato più concreto del progetto. Il percorso, sviluppato in circa 30 ore e adattato ai tempi della classe, ha mostrato come anche contenuti apparentemente complessi possano diventare accessibili e coinvolgenti.
All’inizio, racconta la docente, non tutto appare immediatamente interessante per gli studenti. Alcuni argomenti sembrano lontani dalla loro esperienza. Eppure, andando avanti, succede qualcosa: la curiosità prende il posto della diffidenza, e quello che sembrava “tecnico” diventa improvvisamente significativo.
C’è anche un elemento emotivo forte. Per molti ragazzi si tratta della prima certificazione, il primo riconoscimento formale del proprio percorso. Un momento che coinvolge non solo loro, ma anche le famiglie, e che contribuisce a dare valore a ciò che è stato fatto.
Un cambiamento che si vede
Uno degli aspetti più interessanti emersi durante l’incontro riguarda il cambiamento negli studenti. Non è immediato, ma è evidente.
All’inizio c’è un uso intuitivo, spesso poco strutturato. Con il tempo, però, i ragazzi iniziano a comprendere meglio gli strumenti, a usarli con maggiore intenzionalità, a diventare più consapevoli. È un passaggio sottile ma fondamentale: da utenti abituati a “consumare” tecnologia a studenti capaci di utilizzarla in modo attivo e responsabile.
L’incontro si chiude lasciando una sensazione chiara: l’educazione digitale non può essere rimandata né improvvisata. Deve iniziare presto, essere guidata e trovare spazio nella didattica quotidiana.
EIPASS Junior, in questo senso, si presenta non solo come una certificazione, ma come un percorso che prova a rispondere a una sfida concreta: aiutare i più giovani a crescere, davvero, come cittadini digitali.






