Educazione Emotiva ai tempi del web: laboratori esperienziali

458

Una delle proposte didattiche innovative che la Scuola Moderna dovrebbe conoscere e prendere in considerazione nella sua nuova sfida educativa, nella quale innovazione pedagogica e innovazione tecnologica vanno di pari passo, è il Tinkering di Reisnick (Resnick & Rosenbaum, 2013).

Cos’è il Tinkering?

Nell’Exploratorium di San Francisco che ha sviluppato questo nuovo metodo di apprendimento (nato per le discipline STEM- Science- Technology – Engineering – Mathematics) il Tinkering viene definito come “esplorazione e sperimentazione di idee mentre si sta costruendo qualcosa”.

Il processo di apprendimento non è dall’alto al basso, bottom up, ma top down, dal basso verso l’alto, dal fare che porta alla conoscenza e alla riflessione.

L’apprendere dall’esperienza, uno dei pilastri della pedagogia montessoriana può essere quindi riletto in termini di “sporcarsi le mani” in modo da suscitare quell’emozione come veicolo di attivazione dell’attenzione e quindi dell’apprendimento, essendo l’alunno protagonista ed artefice di un processo creativo, collaborativo nel quale imparando dall’errore si sperimenta, si costruisce, si acquisisce, si cresce, si condivide e si riflette su quanto realizzato.

Con il Tinkering si promuove un processo esplorativo delineato su step specifici che si snodano nel seguente circuito: immagina-crea-gioca-condividi-rifletti.

L’idea del Tinkering sulle emozioni

Perché non applicare questo metodo ad un campo esperienziale in cui si prendono per mano le emozioni, si immaginano contesti di comunicazione e condivisione, si evidenziano e correggono errori e si riflette su quanto sperimentato. Diamo l’opportunità ai ragazzi di parlare, di esprimere le emozioni e mettiamoci nella disponibilità di ascolto. Permettiamogli di utilizzare in modo consapevole il proprio linguaggio e sviluppiamo dei tutorial in cui i gruppi sperimentali si compattano nel dare senso alle emozioni e con esso al touch.

Nasce così il laboratorio Tinkering sul raccontare e sperimentare le emozioni ai tempi del web.

Start up:

L’input d’avvio alcuni frame dell’Amica Geniale di Elena Ferrante, per rintracciare la traiettoria evolutiva dall’infanzia fino all’età adulta. Abbiamo osservato, commentato, e compreso che si sta su un terreno importante per la realizzazione del nostro futuro.

E dopo? Abbiamo unito questa consapevolezza con le neuroscienze, abbiamo compreso che il nostro cervello è plastico, che ancora deve svilupparsi del tutto, per questo siamo impulsivi, e che anche se siamo restii alla guida dell’adulto dobbiamo riconoscere che serve.

Abbiamo rappresentato il cervello, riprendendo l’insegnamento del neuroscienziato Daniel Siegel (2014), come un pugno chiuso ed allenare il nostro corpo a rinforzare la connessione tra le emozioni (pugno della mano sede delle emozioni) e le dita (che rappresenta la corteccia frontale). Per sperimentare e segnare sul corpo la connessione abbiamo simulato il controllo di emozioni forti, come la rabbia, con la tensione dell’elastico.

Tinkering:

Prendiamo per mano le emozioni e costruiamo tutorial. Attori e spettatori nell’esplorazione e nell’interpretazione emotiva.

Ogni gruppo prende per mano un’emozione e decide di realizzare, in modo creativo a proprio piacimento, un tutorial da trasmettere ipoteticamente ad altri ragazzi in un processo di condivisione collaborativa.

Di seguito una frase riassuntiva della riflessione finale del Tinkering esposta nei vari ambiti emotivi espressivi.

Amore: “Parliamoci ed incontriamoci quando si litiga, piuttosto che spiarci o bloccarci su WhatsApp!”

Gioco: “Cerchiamo di capire il senso delle regole che ci danno i nostri genitori per giocare senza perdere il controllo!”

Passioni: “Grandi credete in noi e sorreggeteci nelle nostre passioni!”

Amicizia: “Viviamo le amicizie guardandoci negli occhi e non solo negli schermi!”

Gioia: “Condividiamo esperienze felici e aiutiamo chi è in difficoltà!”

Grazie Ragazzi!

BIBLIOGRAFIA

Siegel D. (2014), La mente adolescente, Raffaelo Cortina Editore.

Resnick, M., & Rosenbaum, E. (2013). Designing for Tinkerability. In Honey, M., & Kanter, D. (eds.), Design, Make, Play: Growing the Next Generation of STEM Innovators, pp. 163-181. Routledge.

Articolo precedenteEducazione Emotiva ai tempi del web: pillole di riflessione
Articolo successivoLa PA è poco “social”, c’è bisogno di competenze e strategie
Barbara Volpi
Psicologa, psicoterapeuta, PhD in Psicologia Dinamica e Clinica, collabora con il Dipartimento di Psicologia dinamica e clinica della Sapienza – Università di Roma, è docente al Master di II livello sul Family Home Visiting, presso il Dipartimento di Psicologia Dinamica e Clinica- Sapienza- Università di Roma e presso l’Accademia di Psicoterapia Psicoanalitica [SAPP] di Roma. È membro dell’Italian Scientific Community on Addiction della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento Politiche Antidroga e Socio Fondatore della SIRCIP [Società Italiana di Clinica, Ricerca ed Intervento sulla Perinatalità). È autrice di numerose pubblicazioni e articoli di ricerca, e interventi sul tema dell’Educazione Digitale. Tra le sue ultime pubblicazioni segnaliamo: «Gli adolescenti e la rete» (Carocci, 2014) e per il Mulino «Family Home Visiting» (con R. Tambelli, 2015) e “Genitori digitali. Crescere i propri figli nell’era di internet” (2017).