Si parla spesso di libertà del web e dell’opportunità di porre regole per arginare fenomeni negativi che contraddistinguono la rete e il mondo digitale.

In realtà più che di libertà del web occorrerebbe concentrarsi sull’educazione alla libertà nell’uso del web, specialmente nei più giovani.

Ad esempio, 8 genitori italiani su 10 hanno dichiarato ai ricercatori del progetto Eu Kids Onlineche, “È altamente improbabile che mio figlio possa imbattersi in una situazione spiacevole su Internet”.

Quante ore in media al giorno passano i ragazzi sul web?

In realtà il rischio connesso al mondo virtuale è direttamente proporzionale al tempo che si trascorre sul web, e così, secondo il rapporto Eurispes Telefono Azzurro del 2013 solo il 4,3% dei ragazzi tra i 12 e i 18 anni non utilizza strumenti digitali, mentre il 23,4% naviga in internet per un’ora al giorno, il 32,2% da una a due ore al giorno, il 22,8% da due a quattro ore e il 16,2% oltre le quattro ore.

Nella ricerca non è considerata la connessione a internet da Smartphone che di fatto consente di restare “connessi” continuamente senza dover accedere da un pc.

Essere educatori digitali

Lavorare come “genitori-educatori digitali” significa prendere delle decisioni e fare delle scelte, dare delle regole trasformandole man mano che i bambini crescono, questo perché con il tempo cambia il loro interesse per i contenuti e il loro coinvolgimento, la curiosità che ha un bambino a due anni, non sarà la stessa di quando inizierà la scuola, o di quando sarà adolescente, semplicemente perché il bambino crescendo avrà esigenze diverse.

Bisogna essere presenti educando ed accompagnando il ragazzo alla scoperta delle finalità didattiche, oltre che ludiche, dei dispositivi digitali; bisogna intervenire solo quando i limiti vengono oltrepassati, si deve fare in modo che i ragazzi imparino gradatamente ad autoregolarsi, consegnargli tutti gli strumenti teorici e pratici per essere sempre più autonomi e responsabili.

Strumenti digitali e consapevolezza

La tecnologia deve essere utilizzata con consapevolezza, diamo per scontato che i più piccoli, i nativi digitali, solo perché “nati con lo Smartphone in mano”, siano anche consapevoli dei limiti e dei pericoli della comunicazione sul web ma non è così, bisogna educarli ad essere critici, a sapersi difendere ma ancor di più ad avere rispetto dell’altro.