Diritti di proprietà e utilizzo dei contenuti: licenze d’uso di dati, informazioni e software

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Possiamo utilizzare i contenuti che le persone pubblicano su internet? Quali sono le regole da rispettare? Ecco una serie di informazioni per il tuo lavoro.

Quando si lavora con i contenuti, c’è sempre il grande rischio di prendere qualcosa che non ti appartiene. E calpestare uno dei diritti acquisiti più importanti. Vale a dire la proprietà

Prima della digitalizzazione dei contenuti, e dell’arrivo di internet, tutto era abbastanza chiaro: ogni bene è limitato, ha una proprietà fisica. Quindi chi ruba viene punito.

Da diversi anni, invece, si assiste a un fenomeno sempre più difficile da imbrigliare e codificare: quello della proprietà online. In realtà le regole sono chiare e proteggono il bene dell’ingegno umano (una canzone, un video, un testo) anche nella non-forma digitale.

Posso prendere quello che voglio da internet?

No, ogni espressione umana ha una proprietà precisa che deve essere rispettata o meno in base alle volontà dell’autore. Un sito web, ad esempio, è opera dell’ingegno umano. 

Di conseguenza è protetto dal diritto d’autore, nel footer dovresti trovare i riferimenti ufficiali. Pagine, immagini, audio, testi e video: tutto questo non può essere preso e usato senza chiedere il permesso. Spesso non è neanche una questione di giusto compenso: a nessuno fa piacere dover condividere i testi del proprio sito web con altre persone.

Ma è davvero così? Non ci sono soluzioni per affrontare il diritto d’autore? Posso usare i contenuti online ma, al tempo stesso, rispettare i vari autori? Ecco cosa sapere sul diritto di proprietà e sull’uso del lavoro altrui nell’epoca della condivisione (spesso) selvaggia.

La tutela dei contenuti già pubblicati

Nel momento in cui decido di creare un sito web, e di usarlo per condividere i miei valori, ho un’esigenza: proporre dei contenuti utili per l’utente. Questo è uno dei principi base della SEO, dell’usabilità e di tutto ciò che ti spinge a creare una buona esperienza su Internet.

Senza contenuti il sito web muore. Per questo la legge sui diritti d’autore è applicata ai portali grazie all’articolo 2575 del Libro V, Codice Civile. Cosa trovi in questo documento? Ogni elemento del progetto digitale è espressione di creatività. E come tale va tutelata.

Anche perché c’è un problema: un contenuto duplicato (non riconosciuto immediatamente) potrebbe avere lo stesso posizionamento su Google di quello originale, se non superiore. 

Un vero smacco per chi si impegna ogni giorno sui testi di qualità. E lo stesso vale per le foto, i video, le informazioni online e i software. Il problema è che c’è sempre un modo per aggirare il copyright. Fortunatamente abbiamo anche degli strumenti per farlo rispettare.

Come segnalare furti di contenuti online

Può sembrare una situazione simile al Far West ma ci sono delle soluzioni interessanti per tutelare le opere d’ingegno. Dal testo scritto alla foto, dal software al video: c’è chi vigila sulla proprietà intellettuale e ti consente di impostare azioni mirate per risolvere i problemi.

Prima di arrivare a metodi estremi, come ad esempio lettere dell’avvocato, puoi procedere verso una soluzione più semplice. Tipo contattare chi ha preso la foto, il testo o qualsiasi altro contenuto dal web e lo ha usato ignorando il tuo permesso. 

A volte ciò avviene senza una reale intenzione di nuocere, solo per disattenzione o non conoscenza delle regole. Per questo basta una semplice email a chi ha gestito il sito per rimettere tutto in pari. Ciò non avviene? Si può procedere con diverse soluzioni.

Scoprire chi ha rubato i contenuti

Esistono metodi differenti per avere queste informazioni. Vuoi scoprire se ci sono dei siti web che rubano i contenuti? Puoi fare un’operazione random ma periodica: prendi una stringa di testo, incollala su Google aggiungendo le virgolette all’inizio e alla fine, effettua la ricerca. 

Se il tuo sito web non è l’unico risultato è tempo di agire nei confronti di chi ruba i contenuti. Puoi fare lo stesso con Google Image: prendi una foto o un’immagine e trascina il contenuto nel campo di questa sezione di Mountain View. Cosa succede?

Verrà effettuata una ricerca visual restituendo tutti i siti web che hanno usato quell’elemento. Poi, per semplificare tutto puoi usare il tool www.copyscape.com che nella versione a pagamento consente di automatizzare diverse operazioni e ricevere notifiche quando qualcuno prende i tuoi testi dal sito web e li pubblica online.

Tutela del diritto di proprietà con Google

Questo è il primo passo da muovere se qualcuno ha preso i tuoi contenuti e li ha usati per riempire le proprie pagine web. Basta fare una segnalazione su questo modulo per inviare una notifica a Mountain View che farà le sue verifiche e provvederà a dare giusta visibilità.

Ovviamente a chi la merita. Funziona sempre? Dipende dalle circostanze, in linea di massima ho ottenuto i risultati sperati ma in tempi differenti. Non sempre la segnalazione produce effetti immediati. Ma di sicuro è uno dei metodi migliori per procedere.

Tutela del diritto di proprietà con AGCOM

Per opere digitali più complesse della singola pagina web, magari un software o una foto d’artista, si può agire grazie agli strumenti AGCOM. Che, in quanto autorità per le garanzie nelle comunicazioni, si impegna per proteggere il diritto d’autore. Per ottenere protezione puoi segnalare l’abuso attraverso questo modulo.

Posso impedire di far citare i miei contenuti?

Qualcuno ha preso dati privati o ha usato senza acquistare un software di proprietà? Si tratta di furto e puoi far valere i tuoi diritti. Ma è impossibile avere risentimento se qualcuno legge una risorsa pubblica dal tuo sito web e la linka sul proprio. Il caso è quello di:

“Una controversia promossa da alcuni giornalisti del Göteborgs-Posten nei confronti del gestore di un sito che, senza autorizzazione degli stessi, metteva a disposizione del pubblico collegamenti ipertestuali (link) agli articoli dei ricorrenti. Lo Svea hovrätt chiedeva alla CGUE se la predisposizione di link verso opere protette costituisse un atto di comunicazione al pubblico e, come tale, soggetto all’autorizzazione del titolare del contenuto linkato”. 

Questo è ciò che dice Il Sole 24 Ore. Ovviamente il risultato è stato a favore del sito web che inseriva i link: se non vuoi che una pagina venga ripresa devi renderla non visibile, protetta da password. Se è pubblica può essere citata. Al massimo hai la possibilità di rinnegare il link da un punto di vista SEO con il disavow tool presente nella search console.

Si tratta di uno strumento che consente di rifiutare i link che ricevi se, per caso, questa situazione dovesse essere collegata a una penalizzazione per collegamenti malevoli. Ma se hai pagine pubbliche non puoi impedire che qualcuno le linki in buona fede.

Dal diritto al permesso d’autore: Creative Commons

A prescindere dall’opera pubblicata – che sia un software, un’immagine o un testo – c’è sempre una possibilità per aggirare la chiusura del copyright nei confronti dei contenuti. A volte, però, conviene evitare tutto questo e puntare direttamente verso il Copyleft. Ovvero:

“Un modello di gestione dei diritti d’autore basato su un sistema di licenze attraverso le quali l’autore (in quanto detentore originario dei diritti sull’opera) indica ai fruitori dell’opera che essa può essere utilizzata, diffusa e spesso anche modificata liberamente, pur nel rispetto di alcune condizioni essenziali”.

Questa è la definizione di Wikipedia. In pratica si tratta di una combinazione pensata per consentire ai proprietari di testi, visual, software e dati di diffondere i propri contenuti liberamente. Ma proteggendoli da manipolazioni e interferenze. Esistono diversi tipi di licenze Copyleft (o permesso d’autore) ma la più diffusa è la Creative Commons.

Questa realtà consente di applicare un permesso d’autore a qualsiasi prodotto dell’intelletto. Puoi pubblicare una canzone, un’immagine o un testo con una licenza in grado di permettere solo determinate libertà. Come, ad esempio, quella di usare un contenuto per le proprie attività ma non per fini commerciali, magari senza trasformazioni ulteriori. 

Inoltre la licenza CC0 (o Creative Commons Zero) è il protocollo scelto per rinunciare a qualsiasi diritto. Molte attività condividono contenuti in questo modo (tipo Unsplash o Pixabay) e lo fanno per raggiungere obiettivi concreti. Un esempio?

Cogli le occasioni per ricevere dei benefici

Non sempre il furto di contenuti può essere un problema, anzi: in qualche caso puoi ottenere dei vantaggi strategici. Soprattutto in termini SEO dato che molte persone sono disposte a prendere in cambio di un link alla pagina web. Sai bene che i collegamenti ipertestuali sono un aspetto decisivo del posizionamento, soprattutto se arrivano da fonti autorevoli.

Per questo puoi fare in modo che ci siano contenuti Creative Commons gratuiti. E che le persone possono prendere senza chiedere permesso. Unico vincolo: citare la fonte
Così puoi distribuire applicazioni, immagini, foto, video, ebook e documenti di valore a costo zero, cercando solo di ottenere dei benefici per il tuo progetto. Come dire, non sempre chi prende dal tuo sito web è una minaccia. A volte (anzi, spesso) è una risorsa.