Come creare contenuti efficaci per Facebook ADS

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Facebook è come una finestra sul mondo: ti permette di vivere ed assistere a fenomeni di massa sociali, culturali, economici, di intercettare i trend del momento, di entrare nel newsfeed delle persone. Puoi comunicare con utenti singoli, con piccoli gruppi di utenti accomunati da un particolare interesse, ovvero le community, e interagire anche con altre realtà aziendali.

Ma oltre alle interazioni, si può comunicare con le persone realmente interessate a quello che fai e che vendi? Certo, basta saper utilizzare con consapevolezza le ADS di Facebook.

Visualizzazioni organiche e a pagamento: chiariamo qualche dubbio

Poniamo il caso che tu venda pentole da cucina: come fai ad emergere nel newsfeed delle… casalinghe di Voghera, ossia di quello che potrebbe essere il tuo target ideale? Se lasci il tuo magnifico post alla mercè delle visualizzazioni organiche, rischi che lo vedano poche persone, ad orari improbabili, vanificando lo sforzo creativo e di copy che sicuramente avrai profuso per produrre quel contenuto. Per raggiungere quindi il pubblico giusto nel momento giusto è opportuno investire nelle inserzioni a pagamento di Facebook. Più di 2 miliardi di persone sono online su questa piattaforma, e ogni utente ha gusti ed abitudini differenti: non possiamo rivolgerci a tutti.

Esercizi di stile: a ognuno il suo post 

Abbiamo già affrontato il tema della definizione del target qui, dove abbiamo sottolineato quanto sia importante prendere consapevolezza di chi sono gli utenti finali ai quali il nostro prodotto o servizio è destinato.

All’esigenza di dover profilare i nostri ipotetici o futuri clienti, ci viene in aiuto lo strumento Gestione inserzioni di Facebook.

Attraverso i gruppi di inserzioni e le singole inserzioni saremo in grado sia di intercettare il nostro target, ma anche di differenziare il nostro messaggio, sfruttando l’architettura stessa delle ads. Vi siete chiesti come mai una campagna sia strutturata su più livelli? Al di là degli aggiornamenti a cui la piattaforma è soggetta, possiamo individuare nell’alberatura a tre livelli alcuni punti fermi: attraverso i gruppi di inserzioni possiamo definire le varie tipologie di target, all’interno del singolo gruppo invece possiamo testare creatività e copy. Variare il messaggio, il formato, la creatività visiva, impostando un periodo di testing potrebbe essere decisivo per il successo della nostra campagna, nell’ottica di definire, in base al riscontro, quale sia il format più efficace. All’interno di questo ecosistema non è detto che la stessa inserzione possa essere predisposta anche per diversi gruppi di inserzioni.

Potremmo pensare alle inserzioni come a uno spazio in cui giocare con toni e a volumi diversi, un po’ come il buon Raymond Queneau in quello straordinario testo che è “Esercizi di stile”, dove un singolo banale episodio viene descritto in 99 modi diversi, mostrandoci le infinite possibilità del linguaggio e della comunicazione.. E allora perché non divertirci a sperimentare, magari passando attraverso lo stile telegrafico, gli anglicismi o giocando con l’intercalare? A ciascuno il suo stile, sulla scia di uno dei più grandi copywriter di sempre 😉 

Telegrafico

BUS COMPLETO STOP TIZIO LUNGOCOLLO CAPPELLO TRECCIA APOSTROFA SCONOSCIUTO SENZA VALIDO PRETESTO STOP PROBLEMA CONCERNE ALLUCI TOCCATI TACCO PRESUMIBILMENTE AZIONE VOLONTARIA STOP TIZIO ABBANDONA DIVERBIO PER POSTO LIBERO STOP ORE DUE STAZIONE SAINTLAZARE TIZIO ASCOLTA CONSIGLI MODA INTERLOCUTORE STOP SPOSTARE BOTTONE SEGUE LETTERA STOP.

Anglicismi 

Un dèi, verso middèi, ho takato il bus and ho seen un yungo manno con uno greit necco e un hatto con una ropa texturata. Molto quicko questo yungo manno becoma crazo e acchiusa un molto respettabile sir di smasbargli i fitti. Den quello runna tovardo un anocchiupato sítto. Leiter lo vedo againo che ualcava alla steiscione Seintlàsar con uno friendo che gli ghiva suggestioni sopro un bàtton del cot.

Dunque, cioè 

Dunque, cioè, l’autobus è arrivato. Cioè ci sono montato; dunque, cioè, ho visto un tipo che mi ha colpito. Cioè, ho visto, dunque, quel collo lungo e la treccia intorno, dunque, al suo cappello. Cioè, dunque, lui si è messo a baccagliare col vicino che cioè gli marciava sui ditoni. Cioè, dunque, lui è andato a sedersi. Dunque, piú tardi, cioè alla Gare Saint-Lazare, l’ho rivisto, dunque. Cioè, era con un tale che, dunque, gli diceva, cioè quel tale: «dunque, dovresti far mettere un altro bottone, dunque, al soprabito. Cioè.

(Beh, sì, magari cerchiamo di evitare i dunque e i cioè)