La decisione del TAR del Lazio,accogliendo parzialmente un ricorso proposto dall’Associazione per la Prevenzione e la lotta all’Elettrosmog, ha stabilito che, i Ministeri dell’Ambiente, della Salute e dell’Istruzione, devono adottare delle campagne informative sulle corrette modalità d’uso dei telefonini e sui rischi per la salute e per l’ambiente connessi ad un uso improprio di questi strumenti.

Ecco la decisione

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sollecitato da un’associazione che invocava l’adozione di provvedimenti destinati all’informazione della popolazione circa i danni prodotti dall’esposizione a campi elettrici e magnetici, ha ritenuto di dichiarare: “l’obbligo del ministero dell’Ambiente, del ministero della Salute e del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ciascuno per il proprio ambito di competenza, di provvedere ad adottare una campagna informativa, rivolta alla intera popolazione, avente a oggetto l’individuazione delle corrette modalità d’uso degli apparecchi di telefonia mobile e l’informazione sui rischi per la salute e per l’ambiente connessi ad un uso improprio di tali apparecchi”.  

“La predetta campagna d’informazione e di educazione ambientale dovrà essere attuata avvalendosi dei mezzi di comunicazione più idonei ad assicurare una diffusione capillare delle informazioni in essa contenute”.

Intorno al tema ci sono da sempre pareri contrastanti da parte dei maggiori studiosi

Infatti, non tutte le ricerche condotte nel corso degli anni hanno rilevato con certezza un nesso tra l’utilizzo dei telefonini e i tumori.

Iricercatori non sono quindi riusciti a stabilire se l’utilizzo dei cellulari, anche prolungato, possa aumentare il rischio di tumori al cervello. Anzi, sostengono che le prove disponibili non sono sufficienti per affermare che vi sia un nesso, in particolare per gli Smartphone.

Su queste basi, la IARC, l’Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro dell’OMS, ha definito i campi elettromagnetici solamente come “possibly carcinogenic“.

Sulla questione dell’uso di questi dispositivi si è espressa recentemente anche la Società Italiana di Pediatria, consigliando di evitare l’esposizione prolungata nei bambini.

Ciò che i ricercatori rilevano è che l’uso continuo di apparecchi digitali, da parte dei più piccoli, conduce arischi legati alle radiazionie potrebbe così fare insorgere problemi legati allo sviluppo cognitivo, al sonno e al metabolismo.