Social Media + Beneficenza

853

Si sente spesso parlare male dei social media e da qualche anno cerco di comprendere e raccontare come utilizzarli in maniera corretta e se possono essere utilizzati per generare iniziative ad impatto sociale.

Uno dei più grandi benefici che possono derivare da un utilizzo (corretto) dei social media è quello di abbattere le barriere geografiche e sociali, potendo raggiungere nello stesso momento un adolescente della Nuova Zelanda ed un funzionario del governo brasiliano, oltre ad altri milioni di persone. Anche le stesse piattaforme social si stanno adoperando sempre più per mettere a disposizione degli utenti diversi strumenti che possano permettere di effettuare una raccolta fondi trasparente e ben strutturata. Ovviamente l’esempio più lampante è quello realizzato da Facebook. Da un paio d’anni infatti è possibile creare delle raccolte fondi che vengono “finanziate” direttamente dagli utenti, mentre la raccolta viene devoluta ad un’associazione non profit o ad una persona/famiglia in emergenza.

Schermata raccolta fondi Facebook

Forse una delle raccolte fondi più celebri di sempre – ed effettuata in tempi recentissimi – è stata quella fatta per sostenere le spese legali di Carola Rackete. Per chi non conoscesse la storia, Carola è una giovane capitana tedesca della nave Sea Watch 3 che, con a bordo 42 migranti allo stremo delle forze date le peripezie subite durante il viaggio, decise di attraccare nel porto di Lampedusa il 29 giugno nonostante il divieto di attracco da parte del governo italiano. Centinaia di migliaia di utenti si sono schierati dalla parte della capitana, la quale ha infranto la legge in atto, ma salvato tante vite umane. Per sostenerla in molti hanno organizzato una raccolta fondi per sostenere le spese legali che dovrà sostenere, data l’infrazione compiuta.

Raccolta fondi Rackete

Tuttavia non esistono solo i social network come strumenti abilitati per effettuare azioni benefiche. Credete che un’app di dating, come Tinder, potrebbe essere usata nello stesso modo? Certamente la prima risposta che verrebbe in mente a molte persone sarebbe un categorico “no”, eppure nel 2014 fa è successo proprio questo: una campagna di sensibilizzazione per aumentare le adozioni dei cani dai canili, tramite Tinder.

Schermata tinder
Cucciolo su Tinder

“I cani dove possono trovare qualcuno che si innamorerà di loro? Nello stesso posto in cui andiamo”. Fu questo il claim utilizzato per pubblicizzare l’iniziativa (Puppy Love) la quale prevedeva di connettere i cani abbandonati nella città di New York con possibili nuovi padroni. L’iniziativa produsse più di 1.500 match nelle prime 24 ore del suo lancio. Bastava semplicemente fare “swiping” tra i vari profili dei cani. In caso di “sì” l’utente riceveva il link di un’organizzazione non profit per adottare il cane e tutte le informazioni pertinenti.

Ogni volta che studio casi del genere mi viene una grande voglia di replicarli anche in Italia e con diversi miei studenti e clienti abbiamo provato a replicare sia l’iniziativa PuppyLove che a provare a mettere le tartarughe di Legambiente su Tinder.

Tramite i social media è sicuramente possibile connetere le persone per aiutarne altre. Proprio per questo che nel Natale del 2018 ho ideato #UnaDonazioneCon, un’iniziativa non-profit mirata a far sì che ciascun atleta/personaggio pubblico/influencer possa ogni tanto coinvolgere i propri fan per fare insieme delle attività ad impatto sociale. Esempio: vieni a donare il sangue e fare colazione con il tuo cantante preferito. Ti piacerebbe incontrare l’atleta per cui hai sempre tifato? Porta un pacco di pasta e andiamo insieme a servirlo in mensa. Il principio di base punta sul coinvolgimento in vere e proprie esperienze e donazioni di oggetti piuttosto che di soldi. Donare soldi è fondamentale ma in questo progetto ho preferito escluderli per due motivi: 1) quando doni dei soldi tendi a dimenticare dopo pochi minuti e ciò non ti cambia. Se invece passi 2 ore in carcere per servire i detenuti quella esperienza ti costringerà a farti delle domande. Il secondo motivo è che il progetto è stato pensato per poter essere copiato/replicato in tutto il mondo e levando la possibilità degli influencer di richiedere donazioni in soldi lo abbiamo reso molto più sicuro e scalabile, minimizzandone i rischi.

Come impattare positivamente la vita di 1 miliardo di persone in 10 anni?” fu la domanda con cui mi accolse la Singularity University quando frequentai il loro Executive Program nel 2015 in Silicon Valley (NASA Ames Research Center). Da allora mi sono posto come obiettivo iniziale quello di creare il capitolo romano di SingularityU per poter organizzare eventi e cene gratuite volte a diffondere come le tecnologie possano essere usate per generare impatto sociale positivo. Per quanto sia una sfida bella e affascinante sentivo che non era abbastanza per raggiungere un miliardo di persone.

Per questo durante le feste ho cercato di ideare un movimento che potesse aiutare ad aumentare incredibilmente la portata di piccole azioni, quali la donazione di un giocattolo, di un pacco di pasta o di un videogioco usato.

Spesso i fan sono disposti a fare quasi cosa pur di incontrare dal vivo i loro personaggi pubblici preferiti. Quindi mi sono chiesto: perché non mettere insieme le due sfere per creare una sinergia che aiuti veramente chi ne ha più bisogno? In questi mesi ho fatto tanti piccoli test per provare a replicare l’idea con più realtà e con diversi personaggi pubblici. Ad oggi hanno partecipato gli amici di Retake Roma, Daniele Sandri (campione di basket), Gracia de Torres, Swan Ritossa (freestyler), gli amici di Mkers, il Campione Europeo di FIFA e molti altri ancora. Con Thomas De Gasperi, cantante degli Zero Assoluto, abbiamo ad esempio organizzato il primo torneo di eSport al quale, per partecipare, era necessario donare dei giochi per chi ne ha più bisogno. Per chi non lo sapesse infatti Thomas è un grande appassionato di eSports, al punto da spingerlo due anni fa a co-fondare un’azienda dedicata alla competizione videoludica, Mkers. L’evento è stato un primo ottimo test ed è organizzato presso il locale FAFI, il primo bar di Roma dedicato alle sfide al videogioco FIFA, in cui ha partecipato anche il campione europeo di FIFA – Daniele Paolucci.

Ovviamente l’attività e la donazione richiesta cambia in base ai personaggi pubblici coinvolti e alla loro community. Per esempio ad inizio giugno ho trascorso un weekend con i Maestri e gli atleti HMD Italia, 5 volte consecutive Campioni Italiani di FIKBMS, al loro raduno in Abruzzo. Con le cinture nere abbiamo fatto una scalata fino ad un eremo nella montagna dove abbiamo fatto un’ora di lezione social per riflettere sull’importanza di una corretta presenza sui social media per campioni di livello mondiale. Ho chiesto agli organizzatori di proporre ai partecipanti di portare dei pacchi di pasta e la sera li abbiamo donati alla parrocchia di Sant’Agnese.

Con il campione di freestyle calcistico, Swann Ritossa, abbiamo invece organizzato un altro test in una delle tante scuole calcio nelle quali si esibisce. Ha chiesto, last second, ad alcuni ragazzi di portare delle maglie da calcio con l’intento di donarle a delle case famiglia o di farle diventare dei camici per i bambini negli ospedali (sebbene stiamo ancora approfondendo la fattibilità in Italia di questa bella idea vista all’estero).

Cosa saresti disposto a fare per conoscere il Campione della Virtus (Daniele Sandri) e sua moglie Gracia De Torres (Modella e partecipante Isola dei Famosi)? Vieni con noi a pulire quattro quartieri di Roma e li conoscerai. L’attività è stata organizzata con una delle realtà no-profit più attive e conosciute a Roma, ovvero Retake Roma che è “un movimento spontaneo di cittadini, no-profit e apartitico, impegnato nella lotta contro il degrado, nella valorizzazione dei beni pubblici e nella diffusione del senso civico sul territorio”. Un’ attività simile, ma per pulire le spiagge, la organizzeremo nei prossimi mesi con gli influencer Giulia Calcaterra e Nick Pescetto.

Un altro network che siamo riusciti a coinvolgere in questo bellissimo progetto è PWN, il Professional Women Network, un network globale di persone focalizzate ad accelerare la parità di leadership tra i generi nella società e nel business. All’inizio dell’estate abbiamo partecipato ad un bellissimo evento al Campidoglio con PWN durante il quale abbiamo raccolto diversi generi alimentari per Sant’Egidio, il tutto sempre amplificato tramite i social media.

L’idea alla base è che ogni luogo di aggregazione possa diventare un luogo di donazione. L’aspetto più importante è che tramite i social l’idea venga replicata in ogni parte del globo attraverso i vari network che aderiranno all’iniziativa. Ad inizio marzo per esempio ho potuto presentare presso la LUISS Guido Carli il movimento di #UnaDonazioneCon direttamente all’International Career Festival, un’opportunità che mi ha permesso di parlare direttamente ai rappresentanti di un network di 35.000 studenti nel mondo.

La speranza è che il movimento si estenda a macchia d’olio in tutto il mondo, con un semplice scopo: aiutare i meno fortunati attraverso un utilizzo positivo dei Social Network, che da diverso tempo sono soggetti a critiche di ogni genere. Sono già in tanti che lo stanno replicando in molti paesi, spesso con un nome diverso ma semplicemente con lo spirito comune di voler utilizzare i social per attivare delle micro community per fare qualcosa di buono per gli altri.