L’App è uno strumento informatico con valore legale, sociale e di prevenzione

Marco Testi e Marco Calonzi, consulenti informatici presso procure e tribunali italiani hanno sviluppato e presentato l’App MyTutela, realizzando l’obiettivo preposto: aiutare le vittime di violenza, abusi, stalking e bullismo.

L’aiuto proviene dalla raccolta e l’archiviazione di prove su smartphone con valore legale: sms, telefonate, email, chat, whatsapp, immagini e video.

L’App:

  • raccoglie e archivia i dati dal cellulare in modalità forense 
  • custodisce i dati proteggendoli anche nei casi in cui il cellulare venga danneggiato o perso
  • consente di scaricare un report dei dati, da utilizzare in fase di denuncia e processo
  • tramite l’opzione ‘Audio Ambiente’ raccoglie le evidenze digitali a tutela delle vittime di violenza fisica
  • in caso di pericolo consente di chiamare un numero di emergenza o le Forze dell’Ordine.

L’idea di questa App, nasce nel 2016 a seguito dell’omicidio della 22enne Sara di Pierantonio, soffocata e bruciata dal suo fidanzato a Roma. L’omicida cancellò tutti i dati, danneggiando il cellulare di Sara: così ai due fondatori di MyTutela, che allora lavoravano al caso, servirono diversi mesi per ricostruire l’intera storia di stalking, conclusa poi in tragedia.

MyTutela, l’unica App mobile riconosciuta dalle forze dell’ordine, a differenza delle altre che forniscono servizi di geolocalizzazione e chiamate di emergenza, consente di scaricare un report dei dati con valore legale da presentare in fase di denuncia e processo. Questo rappresenta per le vittime un vero e proprio strumento di tutela. 

L’ulteriore punto di forza dell’App è quello di fornire alle forze dell’ordine, nell’immediato, le evidenze digitali utili al fine di attivare tutte le misure protettive nei confronti della vittima.

Attualmente l’applicazione è disponibile per dispositivi Android, e fra non molto lo sarà anche per dispositivi Apple.