La rivoluzione digitale ha ridefinito anche il ruolo materno che diventa il principale protagonista dello starting point dell’educazione digitale, primo modello di insegnamento di un saper fare digitale che viene assunto come esempio e come motore d’azione nelle prime timide esplorazioni tecnologiche del bambino.

Mamme che, nel loro bisogno di sentirsi sostenute e sorrette, hanno da subito colto nello spazio digitale la possibilità di compattarsi e unirsi nella crescita dei loro figli e nel confronto, nell’ascolto, nella richiesta hanno diffuso nel web il loro impegno e la loro anima vitale. Web che si è riempito di immagini di bambini, di oggetti, di video, di testimonianze, di agiti, che ci hanno permesso di riflettere e di indirizzare il nostro prenderci cura delle nuove generazioni su necessità e bisogni specifici, orientati alla loro tutela e allo sviluppo di un benessere digitale.

Mamme che si sono divertite, a volte distratte altre deluse, nel loro riconfigurarsi in mamme social, in amministratrici del Gruppo Classe di WhatsApp, in seguaci di follower, in spie furtive di profili Instagram, in apprendiste di programmazione, coding, storytelling.

Mamme che hanno appreso ad usufruire di uno spazio digitale per informarsi, chiedere consigli, aggiornarsi, unirsi e condividere il loro impegno, la loro dedizione nella crescita dei figli e, nel confrontarsi, si sono sentite a volte meno sole, altre più forti, altre ancora bisognose di aiuto, altre dispensatrici di energia e leve motivazionali.

Mamme che, nel loro inevitabile processo di trasformazione da donne a coloro che si prendono cura di, hanno ridefinito la loro conformazione strutturale in mamme digitali essendo consapevoli di dover proteggere i loro figli nell’esplorazione di uno spazio immenso che per essere visitato in modo sano necessita di consapevolezza, responsabilità e spirito critico.

Mamme di corsa, affaccendate, che nel tenere in mano le innumerevoli prove della trasformazione della coppia in nucleo familiare, sono da subito entrate in sintonia con l’essenza ideativa del padre dello strumento digitale Steve Jobs, cogliendo nello strumento digitale un utile ausilio per garantire e potenziare la qualità delle loro vite.

Mamme digitali che hanno inviato presenza affettiva in caso di assenza fisica, a volte improrogabile, eleggendo le videochiamate a veicolo di memo-affettivo quando erano lontane, cantando ninne nanne quando il piccolo aveva la febbre, esultando per l’avanzamento di livello dei loro ragazzi dall’altra parte del mondo, sorridendo nel realizzare insieme un video-messaggio da inviare a Babbo Natale.

Mamme digitali che sono state attente a comprendere errori digitali, come postare, cosa postare, cosa vedere, cosa seguire, a come e quando educare i loro bambini all’uso degli strumenti digitali cercando di riflettere su agiti digitali realizzati con poca saggezza e consapevolezza.

Mamme che ci testimoniano sempre l’importanza della costruzione di quel linguaggio affettivo-relazionale che si costruisce nel vivo delle interazioni e, solo successivamente, nel consolidamento del legame, può essere traghettato all’interno delle connessioni virtuali. Mamme che ci ricordano, nell’autenticità del legame, che lo strumento digitale non può essere un mediatore affettivo, un sostituto relazionale tout court, non una via di fuga dalla realtà ma uno mezzo di conoscenza, di apprendimento, di potenziamento di basi qualitative fondate nel cuore dei legami affettivi di riferimento.

Mamme che sanno bene che l’educazione digitale parte dall’infanzia e dall’esempio che loro e i grandi in generale danno ai bambini. Mamme che hanno richiesto e richiedono linee operative per essere guidate in questo percorso di consapevolezza digitale, che digitalizzano i loro figli e auspicano la collaborazione con la scuola per proseguire e potenziare il loro processo educativo anche nel digitale.

Mamme e grandi mamme-nonne che hanno contribuito a scrivere l’avvio del Digital Parenting e che si riconosceranno nello starting point dell’educazione digitale che abbiamo il piacere di condividere.

Starting Point del Digital Parenting

L’educazione digitale prende forma dalla genitorialità intuitiva che ha le sue regole standard. Mai da soli nei primi momenti di conoscenza degli strumenti digitali, sempre insieme e per poco tempo. Prima dell’inserimento della tecnologia nella base sicura della famiglia, il bambino ha bisogno di costruire abitudini e rituali che gli permetteranno, quando sarà il momento, di esplorare con consapevolezza e responsabilità il mondo digitale.

Starting point: pronti…. Partenza via….

La costruzione della base sicura digitale si fonda su interazioni reali che vanno protette nei primi due anni di vita dall’intrusione della tecnologia.

Ricordiamoci di:

  1. Fare le coccole al bambino: Accarezziamoli, tocchiamo, stringiamolo, conosciamolo e insegniamogli a riconoscere le emozioni. Iniziamo insieme l’avventura della vita, la costruzione del vostro rapporto e dei rapporti futuri.
  2. Parlare al bambino: La capacità comunicativa del bambino si incrementa nel dialogo ed e fortemente correlata con la sua intelligenza e capacità di lettura.
  3. Leggere al bambino: Gli studi dimostrano che a 15 anni i figli di genitori che leggono al bambino per almeno 20 minuti al giorno hanno un avanzamento nello sviluppo maggiore rispetto ai loro coetanei.
  4. Giocare con il bambino: Ricordiamo che il gioco favorisce lo sviluppo delle funzioni esecutive alla base della memoria di lavoro, della flessibilità cognitiva, del problem solving e dell’autoregolazione.
  5. Aiutare il bambino a calmarsi da solo: Il capriccio, il pianto, il lamento sono funzionali per l’acquisizione della sua capacità di regolazione emotiva che sarà la base del suo modo di reagire alle frustrazioni e agli ostacoli futuri. Non deleghiamo ai dispositivi digitali l’onore di aiutarlo a farlo.
  6. Limitare l’esposizione allo schermo: Ricordiamoci che i bambini sono grandi imitatori e ripetono ciò che vedono.
  7. Crescere un piccolo artista: Scopriamo i suoi talenti e sviluppiamo la sua creatività

#Insieme mai soli#.