L’incipit dell’Educazione Digitale

548

Cari mamme e papà, cari insegnanti, cari bambini, cari ragazzi, 

 lo sapete bene, viviamo nell’era digitale, in un tempo che corre rapido, scandito da click, immagini, selfie, post, video, tutorial, rumors che animano le nostre giornate, i nostri ritmi quotidiani, il nostro lavoro, la nostra formazione, i nostri processi di apprendimento, il nostro essere protagonisti e artefici del progresso in un mondo che fugge e che può sfuggirci di mano se non ci ancoriamo ad un agire consapevole e fortemente diretto da bussole di orientamento. 

Premessa epistolare “romanzata” per aprire questo blog sull’educazione digitale nel quale verranno trattati, per voi ed insieme a voi, nel rispetto dell’essenza e dello spirito di scambio ed integrazione di uno spazio/diario condiviso in rete, quelli che ritengo essere i punti cardine della nuova sfida che come genitori, educatori, formatori, docenti, adulti in generale, ci troviamo quotidianamente ad affrontare.

Obiettivo primario di questa sfida, che ha alterato e sta alterando i classici e consolidati confini generazionali, è in un’ottica preventiva, quello di evitare di imbattersi nel corso della navigazione nell’impatto distruttivo di quello che rappresento come un iceberg mediatico,  di cui riconosciamo solo ora la punta in fenomeni nuovi come il cyberbullismo, stalking, cutting, sexting, dipendenza da giochi online, grooming, ma la cui base viene celata nelle acque digitali e per questo, spesso sottovalutata, da un agire poco consapevole e distratto, comprensibile negli adolescenti ma ormai non più giustificabile negli adulti. 

Dopo 20 anni di sperimentazioni online, come adulti responsabili abbiamo il dovere morale, culturale e storico di comprendere le dinamiche, anche e soprattutto psicologiche, prodotte da un nuovo modo di vivere la quotidianità,  e di strutturare una rete integrata e debitamente formata tra famiglia, scuola e agenzie educative che possa assolvere il ruolo di protezione, sostegno, tutela, promozione, tutoraggio di un benessere digitale inteso come la sperimentazione di uno spazio che dialoga ed è capillarmente integrato con la realtà nella quale viviamo, mantenendo l’aspetto utilitaristico degli strumenti al servizio di una migliore qualità della vita sociale, lavorativa e produttiva. Se forse in un primo momento, presi dall’euforia del progresso tecnologico abbiamo sottovalutato i rischi dei nuovi strumenti digitali dandoli in mano ai bambini senza un adeguato percorso di presentazione e familiarizzazione, ora dobbiamo fermarci un attimo e con dati alla mano, resettarci per utilizzare un termine digitalmente operativo e costruire una traiettoria educativa che accompagni, sostenga, monitori i nostri ragazzi e tuteli i nostri bambini dagli effetti deleteri di un uso non consapevole della tecnologia mettendone in luce le sue potenzialità. 

Agli adulti, siano essi genitori, insegnanti, educatori, nonni, zii, chiediamo di sviluppare un processo di resilienza e di ascolto che permetterà loro di riprendere in mano il loro ruolo educativo senza farsi spaventare dalla tecnologia e di iniziare una nuova avventura verso la consapevolezza adulta digitale che ha davanti a sé una traiettoria evolutiva ben chiara e non può essere più delegata esclusivamente ai ragazzi. 

Ai ragazzi, testimoni diretti della nostra poca attenzione, chiediamo di aiutarci a comprendere meglio quanto l’avanzamento tecnologico li abbia allontanati dal nostro parlare insieme e, forse partendo da qui, dalla cena condivisa in uno scambio reale senza telefonini sul tavolo, iniziamo a guardarci negli occhi e ad esprimere le nostre perplessità, i nostri diversi punti di vista per iniziare ad accorciare quel divario generazionale che la tecnologia ha generato e che insieme cercheremo di diminuire e bypassare. 

Ai bambini permettiamo di essere bambini e captiamo nei loro occhi sgranati il loro desiderio di stare con noi, giocare con noi e sperimentare con noi. 

Vecchio e nuovo insieme per creare il Fortnite familiare che vince e vincerà nel gioco reale della vita. 

Davvero insieme e mai più soli, ricordiamolo sempre in questa nuova sfida. 

Articolo precedenteLa sicurezza dei nostri dati
Articolo successivoLa rivoluzione del Social selling
Barbara Volpi
Psicologa, psicoterapeuta, PhD in Psicologia Dinamica e Clinica, collabora con il Dipartimento di Psicologia dinamica e clinica della Sapienza – Università di Roma, è docente al Master di II livello sul Family Home Visiting, presso il Dipartimento di Psicologia Dinamica e Clinica- Sapienza- Università di Roma e presso l’Accademia di Psicoterapia Psicoanalitica [SAPP] di Roma. È membro dell’Italian Scientific Community on Addiction della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento Politiche Antidroga e Socio Fondatore della SIRCIP [Società Italiana di Clinica, Ricerca ed Intervento sulla Perinatalità). È autrice di numerose pubblicazioni e articoli di ricerca, e interventi sul tema dell’Educazione Digitale. Tra le sue ultime pubblicazioni segnaliamo: «Gli adolescenti e la rete» (Carocci, 2014) e per il Mulino «Family Home Visiting» (con R. Tambelli, 2015) e “Genitori digitali. Crescere i propri figli nell’era di internet” (2017).