Il tour EIPASS Junior “Innovare la didattica con il digitale”: La rete che fa bene alla rete

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L’educazione digitale parte dall’infanzia, dai primi momenti di condivisione dei dispositivi digitali in famiglia, dall’esempio che ne danno gli adulti, e prosegue nella scuola con il lavoro dei docenti che sono in prima fila nella ristrutturazione di una Scuola e di un modo di fare Scuola diverso, in cui il digitale diventa leva motivazionale per fare dell’emozione l’aggancio ad educare a pensare.

Sono loro, i bambini, ad essere i principali protagonisti del viaggio educativo e formativo verso la società del futuro, insieme agli adulti che li accompagnano nello sviluppo delle competenze necessarie ad affrontare con spirito critico, resilienza, responsabilità, creatività un domani, ancora oggi, dai confini incerti.

Dalla famiglia alla scuola, alla società del domani, il viaggio è lungo, tortuoso, a volte difficile, altre segue strade più lineari, e come tutti i viaggi anche se si ha ben chiaro il punto di partenza e la meta di destinazione, l’approdo si carica sempre di un colore diverso da quello ipotizzato nel momento della partenza. Nei viaggi si incontrano ostacoli, si toccano nodi che fanno necessariamente ristrutturare il percorso, si ricalibra la rotta di navigazione tenendo conto delle intemperie e dei momenti di calma ma soprattutto i viaggi sono caratterizzati da incontri che danno linfa vitale al viaggio stesso.

Sono le persone che si incontrano a dare senso al viaggio, ai luoghi che si colorano di vita e che danno un proseguimento interno al viaggio stesso, che non termina ma rimane vivo nel ricordo dell’incontro che ha segnato un nuovo percorso, che ha ridefinito la meta portando con sé altro.

Questo vale ancora di più nei viaggi formativi in cui si gettano input di riflessione e strumenti operativi per proseguire sulla strada avviata, in una sorta di rete capillare che sostiene, protegge e, nella ripetizione delle esperienze, riattiva il sodalizio dei primi collegamenti.

Le neuroscienze ci hanno dimostrato che il computer per eccellenza, che è il nostro cervello, ci indica chiaramente quanto l’attivazione delle connessioni cerebrali, dei neuroni che si connettono tra di loro, portino allo sviluppo salutare del cervello e alla potenzialità, in termini creativi, dello stesso se la strada percorsa tiene conto delle necessità di crescita e formazione del bambino.

Sulla linea dell’illustrazione neuroscientifica, l’obiettivo generale del tour EIPASS Junior, rivolto ai bambini della fascia di età 7-13 anni, è stato quello di attivare menti per creare delle connessioni a sostegno della mente del bambino, dei suoi processi di apprendimento, di relazione, di formazione grazie all’utilizzo di un digitale, potremmo dire, di “qualità” certificata, in cui la sperimentazione fa leva sulla conoscenza dei tempi e dei modi di acquisizione del bambino, nonché delle sue necessità evolutive e formative.

Il tour EIPASS Junior si è concluso da pochi giorni e vorrei utilizzare questo spazio di condivisione per ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a creare una rete importante, che ha voluto diffondere a livello nazionale i costrutti chiave di quella consapevolezza digitale alla base del benessere digitale delle nuove generazioni che faranno del digitale strumento di sperimentazione e apprendimento per sviluppare nuovi pensieri.

Da menti a menti, abbiamo creato attaccamenti, connessioni che agiscono e agiranno mantenendo vive le anime di una corretta responsabilizzazione e consapevolezza dell’uso del digitale e della necessità formativa di rinnovare la didattica per adempiere all’obiettivo di sviluppare nuove competenze per profili professionali ad oggi ancora da definire.

Abbiamo creato, sperimentato, giocato, ci siamo divertiti, abbiamo condiviso e abbiamo riflettuto e rifletteremo insieme ancora tanto. Abbiamo unito teoria e prassi operativa in un fare digitale che sviluppa pensiero critico e creatività, che emoziona e ci ha fatto emozionare. Ci siamo fatti traduttori dell’esigenza del bambino di essere riconosciuto come principale protagonista della società del futuro, dandogli esempi concreti di conoscenza del digitale in termini di produzione di pensieri, idee, progetti, collaborazione e desiderio di sviluppare nuovi apprendimenti nella sperimentazione. Abbiamo condiviso questo bagaglio conoscitivo con i docenti, in un clima di rinnovo motivazionale degli apprendimenti nella centralità del cambiare metodo se si cambia lo strumento.

Come nella favola del Mago di Oz, siamo partiti con coraggio, con il cuore e con il cervello, abbiamo creato connessioni e legami che proseguiranno nel sodalizio di una rete che ha l’obiettivo di affrontare con determinazione la sfida e l’opportunità che la società attuale ci pone: educare le nuove generazioni all’uso consapevole, responsabile e creativo degli strumenti digitali.

Nel tour EIPASS Junior abbiamo costruito una rete che, in termini preventivi, fa bene alla rete, dando esempio concreto di un’azione capillare in cui educazione digitale e metodi didattici innovativi agiscono in sinergia per usufruire della potenzialità del digitale evitando di farsi fagocitare in attività passivizzanti mantenendo invece vivo l’intelletto. Abbiamo dato senso al touch e agito in termini preventivi dando strumenti operativi per riflettere sull’esperienza.

In questo approdo e momento di sosta il mio ringraziamento va a tutte le persone incontrate.

Ai bambini, ai docenti, ai genitori, ai dirigenti che ci hanno aperto con fiducia le loro scuole.

Ai bambini, principali interpreti del messaggio che abbiamo cercato di trasmettere, che ci hanno aiutato e continueranno ad aiutarci, che con il loro entusiasmo, il loro sorriso, hanno alimentato la passione per il nostro lavoro, hanno sostenuto i nostri sforzi e ci hanno ripagato con il desiderio di un voler fare un digitale diverso da quello quotidianamente sperimentato.

Ai docenti che ci hanno rivolto quesiti per prendere per mano i bambini in questa nuova avventura, che hanno fatto loro il messaggio che per fare scuola oggi occorre ristrutturare l’innovazione pedagogica sui binari dell’innovazione tecnologica. Dare senso al touch e cambiare metodo.

Ai genitori che hanno chiesto con umiltà, a volte mista a preoccupazione, di essere guidati e sostenuti nell’educazione digitale e di collaborare con la scuola in questo nuovo percorso.

E per ultimo, permettetemi un grazie ad EIPASS, e a noi che ci siamo sostenuti a vicenda in questa bellissima e gratificante avventura, facendoci portatori naturali di una delle competenze richieste alle professioni del futuro ovvero la capacità di collaborare in gruppo ed essere empatici!

“Questo è solo l’inizio di un lungo viaggio. La via verso il Lifelong Kindegarten sarà lunga e tortuosa. Dobbiamo sviluppare tecnologie, attività e strategie migliori per coinvolgere i bambini in attività creative. E dobbiamo trovare modi migliori di documentare e dimostrare il potere dei progetti, della passione, del pari e del gioco.

Vale la pena investire il tempo e lo sforzo.

È l’unico modo che abbiamo per far sì che tutti i bambini, di qualunque provenienza, abbiano l’opportunità di partecipare pienamente ed attivamente alla società di domani”

[Resnick, 2018, 144]. 

#InsiemeMaiSoli

Bibliografia

Resnick M. (2018), Come i bambini, Erickson

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Barbara Volpi
Psicologa, psicoterapeuta, PhD in Psicologia Dinamica e Clinica, collabora con il Dipartimento di Psicologia dinamica e clinica della Sapienza – Università di Roma, è docente al Master di II livello sul Family Home Visiting, presso il Dipartimento di Psicologia Dinamica e Clinica- Sapienza- Università di Roma e presso l’Accademia di Psicoterapia Psicoanalitica [SAPP] di Roma. È membro dell’Italian Scientific Community on Addiction della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento Politiche Antidroga e Socio Fondatore della SIRCIP [Società Italiana di Clinica, Ricerca ed Intervento sulla Perinatalità). È autrice di numerose pubblicazioni e articoli di ricerca, e interventi sul tema dell’Educazione Digitale. Tra le sue ultime pubblicazioni segnaliamo: «Gli adolescenti e la rete» (Carocci, 2014) e per il Mulino «Family Home Visiting» (con R. Tambelli, 2015) e “Genitori digitali. Crescere i propri figli nell’era di internet” (2017).