Il fallimento della scuola tradizionale

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lavagna in classe

I 50enni e i 60enni di oggi sono quelli che hanno fatto la scuola “tradizionale”. Niente digitale, niente “didattica per competenze”, niente “invalsi”, tutto su libri di carta, niente internet, whatsapp, instagram, e così via.

Abbiamo scritto i temi, abbiamo svolto gli esercizi di matematica, dato gli esami rispondendo alle domande che ci venivano poste.

Abbiamo fatto la scuola che i nostalgici sognano di ripristinare, perché è quella che funziona davvero, non distrae, insomma quella che “una volta sì, la scuola funzionava davvero tsk!”.

Ebbene. Guardateci. Cosa abbiamo prodotto?

Guardatevi attorno. Vi rendete conto che società abbiamo costruito?

Cosa stiamo lasciando ai nostri figli?

E inoltre, provate a guardare le inserzioni di ricerca di personale. Scorrete i mestieri e le professioni richieste.

Potreste candidarvi voi, formati alla “scuola che funzionava” ad uno di questi profili? Probabilmente non capite neanche che cosa vanno cercando (Social Media Manager? Big Data Analyst? Machine Learning Developer? Che roba è?) e, quel che è peggio, non avete gli strumenti per auto-formarvi, magari per riqualificarvi in uno di quei mestieri.

Hai imparato a fare l’elettricista? Sei condannato a fare l’elettricista a vita.

Come può la stessa scuola di allora formare ragazzi che dovranno rispondere a queste richieste e che probabilmente, anzi, sicuramente, cambieranno mestiere anche tre-quattro volte nella vita?

E inoltre, come potete considerare la scuola di allora un successo? La società che ha formato è un fallimento.

Un totale fallimento.

Adulti in perenne sindrome di Peter Pan, capaci solo di lagnarsi o sghignazzare e cercare disperatamente di dare la colpa agli altri dei loro fallimenti.

Insistere con quella scuola, nonostante abbia ampiamente dimostrato di essere fallimentare, è da pazzi.

Lasciate perdere i casi singoli, le eccellenze diventate tali nonostante la scuola e non certo grazie alla scuola. Guardate i grandi numeri, le medie. Guardatevi attorno, insomma.

Siete, siamo pazzi e irresponsabili e ci meritiamo di andare a pulire i vetri agli incroci delle strade di Pechino, come tra poco avverrà.

Fonti di ispirazione e documentazione: