Digital Educational Day: Genitori e Insegnanti uniti nella sfida digitale

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Scuola elementare, bambini di corsa vagano nel corridoio, in un via via di esigenze, bisogni, situazioni, che le insegnanti con grande amorevolezza di impegnano a gestire. Ombrellini colorati a testa in giù che fanno capolino dal soffitto con disegni che scendono come tante gocce di pioggia animate in forma di mani, personaggi delle fiabe, animali, alberi come a voler rappresentare coriandoli di stelle cadenti che invertono il principio della protezione e lasciano trasparire l’energia e la vitalità delle storie di vita che passano, e che sono passate qui.

Statuina di pinocchio, in legno, che accoglie fuori dall’aula come monito corporeo di fare i bravi scolari. Sole che entra nelle vetrate storiche a scaldare con il suo calore e la sua luce il momento più importante per le fondamenta dello sviluppo del bambino.

Si respira l’alito di quei bambini che sono cresciuti e che ricordano con nostalgia quegli stessi corridoi, dei bambini che hanno riso, e che ridono, che hanno pianto e che piangono, applaudito e che battono ancora le mani nelle stesse aule che traspirano il passaggio del tempo e delle generazioni e che conservano al loro interno la grandezza degli anni della prima infanzia.

Oggi in quelle stesse aule, il vecchio si apre al nuovo al passaggio da una modalità comunicativa all’altra, che si integra perfettamente in un’armonia sinfonica, quando viene mantenuto il passaggio da un canale all’altro, conservando il rispetto e il valore del tempo che fu, e lo sguardo aperto con fiducia al progresso tecnologico che non cancella ma conserva e amplia, se condotto con la giusta consapevolezza e competenza, il sapere, la comunicazione fornendo nuovi strumenti per veicolare l’informazione che viene trasmessa ai bambini.

Bambini, che con la loro mente assorbente, sono partecipi ascoltatori e dispensatori di consigli, perplessità e abili traduttori di bisogni che con la loro innocenza riescono a cogliere, anche senza averne consapevolezza, e a chiedere con fiducia, se hanno compreso di poterlo fare, la risoluzione di un dubbio, un problema, una perplessità.

Sempre di passaggi, di trasmissioni si tratta, il cambiamento e la trasformazione viene fatta in un percorso di crescita creativa, utilizzando le potenzialità del nuovo che integrandosi nel vecchio porta alla fine del laboratorio di educazione digitale, Lorenzo ad alzare la mano, dopo aver ascoltato, preso appunti, osservato, partecipato, condiviso, sorriso e formulare il seguente quesito:

Se voglio condividere questa storia con la mia mamma come posso farlo?”.

Nell’era digitale, in cui l’educazione digitale sta iniziando soltanto negli ultimi anni a partire seguendo il criterio della giusta consapevolezza e riflessione verso una pedagogia digitale, occorre tenere in considerazione il ruolo degli insegnanti nella condivisione della sfida che i genitori, gli adulti, e la società in generale deve attuare per assumere un ruolo di protagonisti della stessa.

Partendo dal fatto assoluto che i bambini non possono apprendere DA SOLI ad utilizzare gli strumenti digitali, come ho già più volte evidenziato nei miei scritti, il ruolo degli insegnanti e degli stessi genitori nella trasmissione di un saper fare digitale di qualità, teso allo sviluppo di competenze e di processi responsabili e creativi, è da una parte assoluto e dall’altra deve integrarsi nel passaggio della trasmissione del sapere dai genitori, primi maestri, agli insegnanti che dovrebbero essere punto di riferimento, sostegno e accompagnamento del processo trasformativo dell’essere genitori e figli, adulti e bambini nell’era digitale.

In questo processo di cambiamento non possiamo non mettere in evidenza che la stessa didattica ha il compito morale, sociale, culturale e storico, di aggiornarsi e tener conto della sfida digitale, proprio per non lasciare i bambini da soli ad apprendere dagli strumenti digitali, ma investire su una trasmissione di competenze che possano strutturarli ed orientarli quando DA SOLI, debitamente formati, potranno gestire autonomamente i nuovi device, riconoscendo qualità del fare e del sapere che hanno appreso insieme agli adulti, prima i genitori e poi gli insegnanti.

Genitori e insegnanti uniti in questa rete di intenti e di proficua collaborazione dovrebbero riuscire a creare una fitta tela di sostegno tesa a prevenire disagi e problematiche legate ad un uso disfunzionale della tecnologia e ad utilizzare le potenzialità della stessa per espandere unsaper fare beneanche digitalmente teso alla prevenzione e al sostegno delle nuove generazioni, in termini di apprendimento, di sviluppo di competenze, di riconoscimento dei bisogni e delle individualità del singolo.

Se da una parte quindi i genitori inaugurano i primi passi del far bene digitale, in una traiettoria educativa che parte dalla nascita, gli insegnanti sono tenuti ad aggiornarsi, a calcare la strada della conoscenza del linguaggio tecnologico e dei suoi effetti sullo sviluppo del bambino, in termini di potenzialità e di riconoscimento dei rischi, per continuare e sostenere il progetto educativo di un benessere digitale delle nuove generazioni e della società in generale.

Teoria e partica, esperienze e linguaggi nuovi, si fondono insieme quindi per rispondere alla domanda di Andrea:

devi chiedere a papà di scaricare l’applicazione, realizzare il fumetto con lui, registralo in una cartella per la mamma e farle una sorpresa insieme.Se vuoi posso spiegare a papà come si fa se non riesci, o lo facciamo insieme tante volte finché non sei in grado di spiegarlo bene

Andrea: “ho scritto nei miei appunti così, va bene? Grazie, quando tornate?”

È questo il lavoro di sinergia che facciamo nei nostri DIGITAL EDUCATIONAL DAY, che trasmettiamo in tutta Italia e che vorremmo diffondere nella nostra community come esempio di progetti virtuosi tesi al BENESSERE DIGITALE, in cui le voci dei bambini trovano una risposta, si uniscono alle nostre e a quelle dei genitori, in quel fare BENE digitale che perseguiamo e che desideriamo realizzare.

A presto incontrarci

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Barbara Volpi
Psicologa, psicoterapeuta, PhD in Psicologia Dinamica e Clinica, collabora con il Dipartimento di Psicologia dinamica e clinica della Sapienza – Università di Roma, è docente al Master di II livello sul Family Home Visiting, presso il Dipartimento di Psicologia Dinamica e Clinica- Sapienza- Università di Roma e presso l’Accademia di Psicoterapia Psicoanalitica [SAPP] di Roma. È membro dell’Italian Scientific Community on Addiction della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento Politiche Antidroga e Socio Fondatore della SIRCIP [Società Italiana di Clinica, Ricerca ed Intervento sulla Perinatalità). È autrice di numerose pubblicazioni e articoli di ricerca, e interventi sul tema dell’Educazione Digitale. Tra le sue ultime pubblicazioni segnaliamo: «Gli adolescenti e la rete» (Carocci, 2014) e per il Mulino «Family Home Visiting» (con R. Tambelli, 2015) e “Genitori digitali. Crescere i propri figli nell’era di internet” (2017).