Consenso matrimoniale? Tramite il web è possibile

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Consenso matrimonio

Matrimonio in Pakistan contratto alla presenza fisica di un solo coniuge. L’altro? In Italia, tramite videochiamata

L’utilizzo persistente della tecnologia nel quotidiano fa inevitabilmente emergere casi peculiari concernenti il web.

Internet viene utilizzato non solo come mezzo di comunicazione, ma anche come un vero e proprio mondo in cui è possibile esercitare diritti e doveri. 

Ci si chiede, così, in quali casi quest’utilizzo possa essere affine con i principi del nostro ordinamento, per questo la nascita di situazioni non ancora disciplinate dal legislatore richiede l’intervento della Corte di Cassazione volto a colmare le lacune normative e ad adattare il nostro ordinamento alle rapide modifiche tecnologiche.

Una particolare situazione verificatasi di recente riguarda la possibilità di contrarre matrimonio all’estero tramite il web. È stato celebrato in Pakistan un matrimonio, contratto alla presenza fisica di un solo coniuge di fronte all’ufficiale di stato civile, mentre il consenso dell’altro è avvenuto tramite videochiamata.

La Corte di Cassazione è stata chiamata a verificare la validità per il nostro ordinamento di tale consenso, in quanto l’ordinamento nazionale del Pakistan ammette tale manifestazione.  

Il matrimonio non può essere ritenuto invalido a meno che non contrasti con i principi fondamentali dell’ordinamento italiano. Pertanto, la celebrazione, in forma diversa, non può essere motivo ostativo alla trascrizione nei nostri pubblici registri.

Tuttavia sarebbe auspicabile un intervento del nostro legislatore per regolarizzare, inserendo limiti e peculiarità, simili forme di celebrazione in modo da uniformarsi alla dirompente presenza della tecnologia.