Come scegliere le parole chiave per la SEO in base ai bisogni dei tuoi utenti

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Una buona strategia di visibilità sui motori di ricerca non può esulare dalla scelta delle query migliori per intercettare i bisogni degli utenti.

I motori di ricerca sono uno dei due maggiori canali di accesso alla Rete (l’altro sono i social network). In particolare, rappresentano l’incontro perfetto fra la domanda posta da un utente direttamente sulla barra di ricerca e l’offerta dei portali che si propongono come soluzione.

I motori di ricerca, grazie ai loro algoritmi, sono in grado di restituire infatti i risultati più congruenti – attenzione, non migliori – ma probabilmente i più appropriati.

Sviluppare i contenuti del proprio sito in questa ottica rientra nelle attività di chi fa SEO o Search Engine Optimization ovvero l’ottimizzazione per i motori di ricerca atta a far risultare il più congruenti possibili, a data domanda degli utenti, i contenuti offerti.

Per farlo, il primo passo è sapere qual è la raison d’être del nostro portale e come è possibile ottenere un Ritorno dell’Investimento (o ROI), se dalla vendita di prodotti o da un elevato traffico.

Si possono distinguere 3 tipi di domande o query che l’utente-tipo pone al motore di ricerca, capire quale intercettare è vitale per la remunerabilità del nostro progetto e quindi per il suo successo nel mare magnum della Rete.

Quali sono i tipi di query che un utente utilizza

Query informazionali

Sono le query più digitate da un utente sulla barra di ricerca. Ricercare tramite questa tipologia significa esaudire un bisogno di conoscenza: di solito chi fa questo tipo di ricerca non ha un sito di riferimento in testa e si rivolge al motore proprio per esaudire il bisogno, che sia di un contenuto testuale, che di immagine o formato video.

La query informazionale per eccellenza è come fare, ad esempio come fare la pasta alla carbonara che ci restituisce tutta una serie di risultati di ricette di siti che offrono questa soluzione.

I portali editoriali e chi vive del traffico sui contenuti di solito ha una strategia SEO orientata molto a queste query.

Query transazionali

Sono le query che mirano a far ottenere qualcosa, come un prodotto o un servizio all’utente. Rispetto alle query informazionali hanno magari un minore impatto di traffico ma lo scopo è più tagliato: l’acquisizione dell’oggetto espresso sulla barra di ricerca.

La query transazionale è di solito il nome stesso del prodotto o servizio che si cerca,ad esempio cofanetto del Trono di Spade che ci restituisce i risultati dei siti che offrono i blu-ray della famosa serie televisiva. Anche in questo caso non si ha un sito di riferimento in testa, prima della ricerca.

Gli e-commerce e chi vive di richieste di preventivo hanno una strategia orientata a queste query.

Query navigazionali

Sono le query digitate da un utente che sa esattamente quale sito di riferimento ha in testa e utilizza la barra di ricerca del motore come se fosse quella dell’indirizzo del browser.

La query navigazionale è insomma il nome del sito stesso che l’utente cerca, ad esempio corriereo repubblica.

I portali che hanno un forte brand possono vantare molte ricerche di questo tipo ed è nella direzione della riconoscibilità dello stesso che bisogna lavorare se si vuole aumentarla.

Il Search Intent o l’intenzione di ricerca

Le tre tipologie di query definiscono quella che è l’intenzione di ricerca dell’utente. Senza fare la dovuta distinzione, come sopra, qualsiasi progetto tecnico di ottimizzazione potrà pure essere fatto a modo ma non intercetta l’utente giusto per il nostro Ritorno dell’Investimento.

Insomma, come nella famosa storia del paziente cui l’operazione è stata un successo medico ma è comunque deceduto.

La SEO è una materia che richiede sì una serie di conoscenze tecniche , ma che non possono esulare da una strategia di fondo di scelta delle query giuste poste dagli utenti in base alla tipologia di progetto digitale che si vuole rendere visibile (come è stato scritto principalmente o sito editoriale o sito di vendita prodotti e servizi).

Per evitare la débâcle è quindi necessario definire, in primissima battuta, quali query si vogliono intercettare per poi definire un paniere delle stesse con gli strumenti adatti.

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Benedetto Motisi
Giornalista e Docente. Attivo in Italia ed Est Europa, ha lavorato nelle redazioni di Radio Radicale e di Gruppo HTML (oggi Triboo Media). Ha tenuto e tiene docenze per Politecnico di Milano, Unicattolica, Upter, Regione Lazio, Provincia Autonoma di Trento, CGIL Lombardia, LUISS Enlabs, Henley Business School, Camera dei Deputati. Insegna nei Master di Web Communication e Visual & Marketing Design in REA Academy. Ha pubblicato “Interceptor Marketing” con Flaccovio Editore e contribuito a “Le nuove professioni digitali” per Hoepli. Ricopre il ruolo di Top Influencer per SEMrush, la marketing suite più utilizzata ed è il Direttore Responsabile di Junglam.