Atleti, formazione e dual career nel post Covid

149

Il mondo dello sport è sensibilmente cambiato e il momento che stiamo attraversando ha regalato grandi opportunità e un lungo periodo per pensare e ricostruire percorsi e immaginare come sarà lo sport del futuro. Gli atleti, per venire incontro alle disposizioni governative, sono rimasti lontani, ognuno dal proprio sport, come mai era successo nella carriera sportiva di nessuno di loro e di nessuno prima di loro. Lo sport che si ferma, gli eventi prima rimandati e poi annullati, l’esitazione nel prendere l’unica decisione possibile di posticipare al 2021 le Olimpiadi di Tokyo che nessuno dimenticherà facilmente.

Nel frattempo ciascuno di loro prosegue la propria vita. Qualcuno è tornato ad allenarsi con nuove misure, nuove regole e nuovi tempi. Lo sport è fatto di donne e di uomini che dedicano una vita intera per raggiungere obiettivi importanti che possono dare un significato diverso alla propria carriera. Ma spesso gli atleti, soprattutto in passato, hanno trascurato o non hanno pensato o avuto tempo da dedicare alla loro formazione per ritrovarsi, a fine percorso sportivo, a doversi interrogare sul futuro e reinventare completamente la loro posizione nel mondo fuori dallo sport. Qualcuno ci è riuscito altri no. 

E-Learning: iniziare dalla formazione dei giovani atleti

La necessità urgente è quella di instillare nelle giovani menti dei ragazzi la predisposizione e l’attitudine a equilibrare studio e carriera sportiva e fare in modo che loro stessi possano sentirsi preparati, accompagnati durante il percorso atletico e di formazione affinché il loro futuro li attenda offrendo tutte quelle possibilità di rinascita nella vita oltre la carriera sportiva. 

Oggi, grazie a questa pausa, molti di loro hanno imparato a utilizzare la potenzialità della rete, soprattutto per gli strumenti messi a disposizione: questi consentono non solo una maggiore socialità e interazione ma anche di fruire formazione in modalità e-learning, da remoto. Ne esistono di vari tipi, da quelli distribuiti da piattaforme verticalizzate ai MOOC (Massive Open Online Course) spesso erogati dalle Università o da grandi enti di formazione. Per gli atleti questo è uno strumento indispensabile perché ben si sposa con gli impegni sportivi, garantendo qualità e controllo del percorso formativo attraverso tecnologie dotate di sistemi di validazione dell’apprendimento, spesso costruite su piattaforme LMS come Moodle.

Reinventare la formazione per gli atleti tramite sistemi di apprendimento delle competenze da remoto, è una sfida che gli sportivi raccolgono proprio in questo momento che li vede rallentati rispetto ai consueti impegni in pedana, nei palazzetti, in pista, sul campo. I percorsi ideali per atleti in empowerment prevedono sempre più di frequente la costruzione di professionalità legate all’ambiente sportivo: manager, procuratori, giornalisti, esperti del settore marketing e comunicazione e tutte quelle figure che, una volta acquisite le competenze, consentiranno loro di restare nell’ambiente in cui sono cresciuti come atleti.

Il valore aggiunto dell’atleta in dual career tra sport e nuove professioni

Il sistema della dual career è sempre esistito ed è strettamente legato a tutti quegli atleti che sono stati e sono tuttora inseriti nei gruppi militari per garantire loro il raggiungimento degli obiettivi sportivi e allo stesso tempo uno sbocco professionale nel periodo post carriera agonistica. Non tutti però rientrano in questo programma, soprattutto gli atleti degli sport dilettantistici. Così molte Università hanno strutturato e messo a disposizione dei percorsi formativi specifici per gli atleti, come l’Università di Trento o la Link University. Oggi, con l’accelerazione tecnologica e digitale alla quale stiamo andando incontro, c’è bisogno di percorsi più personalizzati, più indirizzati alla formazione di figure che verranno poi assorbite nella Sport Industry. 

Perchè un atleta che affina le competenze nel ramo sportivo potrebbe essere un valore aggiunto per le aziende sportive soprattutto nel momento della rinascita post Covid? 

Perché l’atleta, a cavallo ancora tra sport e futuro professionale, porta con sé la terminologia, il mindset, la conoscenza dell’ambiente, le dinamiche politiche e sociali della disciplina, le conoscenze del territorio e delle persone. Queste sono tutte caratteristiche che restituiscono un boost impressionante al singolo atleta proiettato verso una carriera professionale all’interno della propria disciplina di cui conosce tutte le pieghe, la sofferenza morale ed etica del momento e le leve per poter far rifiorire, con nuove idee, lo sport business.Così sarà sempre più frequente trovare ex atleti nei posti chiave dedicati all’innovazione sportiva, certi che con la loro competenza acquisita tramite i percorsi formativi, unita alla profonda conoscenza dell’ambiente, possano traghettare le società, le federazioni e le aziende legate al mondo dello sport verso un nuovo futuro fatto di una normalità tutta da costruire. Loro saranno in grado di portare avanti questa sfida di immaginare lo sport che verrà, al pari di tutte quelle sfide difficili giocate sul campo, per le quali non si sono mai tirati indietro e che hanno restituito loro la tenacia e la mentalità adatta a far evolvere lo sport.

Articolo precedenteMade in Italy è solo uno slogan?
Articolo successivoLavorare come SEO: quali competenze?
Alessandra Ortenzi
Autore Hoepli, giornalista ed esperta di strategie digitali per lo sport, docente nei percorsi di formazione aziendale su temi legati al marketing, alla comunicazione e alla nuova informatica digitale, ha collaborato con l’ufficio stampa e marketing della Federazione Italiana Pallacanestro. Digital Advisor DMTC Sport, struttura e cura i progetti di atleti e professionisti del mondo dello Sport. Collabora con la Link University, Tor Vergata e La Cattolica di Milano nei Master di Comunicazione e Marketing Sportivo e con LNP e IUL ha curato il modulo di Marketing Digitale per il “Corso di formazione e aggiornamento professionale per dirigenti sportivi”.