Alfabetizzazione Digitale: di cosa si tratta?

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La sfida degli adulti ai tempi di internet è anche un’opportunità educativa per rivedere vecchi schemi e aggiornarli, tendendo presente la spinta al cambiamento che la tecnologia ha attivato e sta continuando ad attivare. Come sappiamo ormai, per affrontarla occorre sviluppare una vera e propria transizione alla genitorialità digitale in cui gli adulti hanno il compito e il dovere morale di apprendere un nuovo linguaggio, un nuovo vocabolario costituito da termini nuovi, per poter continuare ad assolvere il loro ruolo educativo in quella che Bauman definisce come società liquida.

Per poter apprendere ad usufruire delle potenzialità del nuovo linguaggio generato dalla rivoluzione digitale, per riuscire a saper leggere e scrivere in termini fattuali con consapevolezza e responsabilità utilizzando i nuovi device, allora dobbiamo attivare un processo di alfabetizzazione digitale che ci consente di attivare quel processo di criticità e capacità di giudizio alla base della stessa creatività digitale; skill ambita dalle nuove generazioni.

In questo nuovo vocabolario, se dovessimo partire dalla la parola Alfabetizzazione ci permette di declinare, in linea con quanto evidenziato dall’Unicef, tre diversi domini che orientano l’acquisizione in termini di nuove competenze educative. L’Alfabetizzazione digitale non è infatti solo una competenza tecnica, come spesso si tende a credere, ma è molto 
di più in quanto include competenze in diversi settori, quali la sicurezza online, la comunicazione online, l’alfabetizzazione mediatica e la creatività, la socialità online.

I tre domini chiave dell’Alfabetizzazione Digitale possono declinarsi in tre settori distinti, che globalmente ci fanno intendere quanto come adulti responsabili dobbiamo imparare a conoscere per guidare le nuove generazioni verso la conoscenza di un mondo che sarà poi il loro mondo da adulti.

  • Alfabetizzazione Tecnica: significa comprendere i nuovi device e avere la competenza tecnica per utilizzarli. Infatti, anche se la maggior parte dei genitori non saranno esperti di programmazione, di coding, e di sofisticazioni tecnologiche questo non significa che non possano insegnare ai loro figli a programmare e, cosa ancora più importante, a capire il pensiero computazionale, a comprendere cosa sia il Pan European Game Information (PEGI), a saper impostare correttamente le impostazioni della privacy, a orientare sulla cittadinanza digitale, a bloccare utenti che molestano e così via.
  • Alfabetizzazione Mediatica: significa saper distinguere tra le differenti piattaforme, la differenza tra Facebook e Instagram, saper cosa siano Tik Tok o Fortnite, che Twitter trasmette a chiunque, che su Instagram la comunicazione è fatta di video e foto e che si può vedere che ti segue, come saper riconoscere Fake News, tutorial privi di contenuto, challenge estreme, deep web.
  • Alfabetizzazione sociale: molti dei problemi di internet sono problemi sociali e necessitano quindi di soluzioni sociali. In questo nuovo settore di acquisizione dobbiamo riuscire a comprendere come si muovono le persone negli ambienti digitali, cosa pensano, come agiscono al fine di prevenire un utilizzo malsano della rete che lede il benessere personale e sociale. In quest’area dell’alfabetizzazione possiamo avvalerci di altri vocabolari derivati dalle regole del buon senso genitoriale nella vita offline, così come dagli apporti della moderna psicologia evolutiva che permette di enucleare quella che è intesa come la traiettoria di sviluppo del bambino in termini di sanità o patologia. Un esempio vale per tutti: un bambino che gioca solo online e non sa giocare con altro è il diretto testimone del fallimento dell’alfabetizzazione sociale ai tempi del web.

L’importanza dell’alfabetizzazione digitale
 è ampiamente riconosciuta a livello nazionale ed internazionale. Come riportato dal Rapporto Unicef del 2017 “Figli dell’era digitale”, il Comitato delle Nazioni Unite per i diritti dell’infanzia ha incaricato ogni Stato membro di includere l’alfabetizzazione digitale nei programmi scolastici sostenendo l’esigenza
di sviluppare l’alfabetizzazione digitale e mediaticadei bambini sin dall’infanzia, come prerequisito essenziale per creare una società efficace e democratica nel XXI secolo.

Insieme e mai soli, ricordiamolo sempre.

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Barbara Volpi
Psicologa, psicoterapeuta, PhD in Psicologia Dinamica e Clinica, collabora con il Dipartimento di Psicologia dinamica e clinica della Sapienza – Università di Roma, è docente al Master di II livello sul Family Home Visiting, presso il Dipartimento di Psicologia Dinamica e Clinica- Sapienza- Università di Roma e presso l’Accademia di Psicoterapia Psicoanalitica [SAPP] di Roma. È membro dell’Italian Scientific Community on Addiction della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento Politiche Antidroga e Socio Fondatore della SIRCIP [Società Italiana di Clinica, Ricerca ed Intervento sulla Perinatalità). È autrice di numerose pubblicazioni e articoli di ricerca, e interventi sul tema dell’Educazione Digitale. Tra le sue ultime pubblicazioni segnaliamo: «Gli adolescenti e la rete» (Carocci, 2014) e per il Mulino «Family Home Visiting» (con R. Tambelli, 2015) e “Genitori digitali. Crescere i propri figli nell’era di internet” (2017).